http://i-think-italia.it/category/magazine/nuovomondo/

Breaking Labs – Una rivoluzione nel finanziamento della ricerca

07/09/2012

Breaking Labs – Una rivoluzione nel finanziamento della ricerca-1

E’ di pochi giorni fa la dichiarazione del ministro Barca che ha chiesto ai ricercatori italiani fuggiti all’estero di tornare e “contaminare i ragazzi del sud”. Sono due i bandi per 100 “cervelli in fuga” che dovrebbero riavvicinare chi non ha più creduto nel sistema di ricerca italiano. Ma il problema italiano sembra essere strutturale, servono nuove idee e sopratutto nuovi investitori. Una delle più gravi lacune in Italia è quella dei “venture capitalist” finanziatori che credono in un progetto non aspettandosi risultati immediati ma cercando di guardare più lontano, al risultato finale. Gli esempi più lampanti sono Facebook, ma esistono moltissime realtà soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie (nanotech, biologia sintetica).

Perchè non si riesce a fare lo stesso anche in Italia? Se lo è chiesto anche Valentina Petrucciuoli (per anni negli USA, presso l’ufficio dell’ICE da due anni tornata in Italia) che ha scritto una lettera aperta al Sole 24 ore (in seguito ripresa anche dal Corriere della Sera).

Nel particolare Valentina fa notare come “sia difficile, nel settore pubblico cambiare veramente mentalità, dare un svolta radicale al sistema, vedere un po’ di quell’entusiasmo che mi anima e di consapevolezza dell’importanza fondamentale della ricerca e dell’innovazione anche nelle persone intorno a me.”

Tra gli esempi di nuove modalità di finanziamento da lei riportati c’è quello dei Breaking Labs, un programma della fondazione finanziata da Peter Thiel (uno dei fondatori di PayPal).

Il progetto consiste nel finanziare la ricerca così detta “early stage”, quel tipo di ricerca in uno stadio troppo primordiale per attirare l’attenzione di un finanziatore, ma che senza aiuti rischia di non riuscire a crescere. Il fondo è rotativo, ogni progetto andato a buon fine alimenta i nuovi progetti di fatto creando un sistema la cui finalità e quella di finanziare l’innovazione pura.

La fondazione, basata a San Francisco, offre finanziamenti che variano tra i $50’000 e $350’000 e ha iniziato il suo programma di sviluppo il 17 aprile con il primo turno di sovvenzioni. A beneficiarne 6 società basate nella Silicon Valley:  Arigos Biomedical, Positron Dynamics, Immusoft, Longevity Biotech, 3Scan Corp, and Inspirotec.

Il fine dell’organizzazione è quello di riempire quel vuoto che c’è nel mondo della ricerca al di fuori dei confini dell’istituzioni accademiche, le grosse aziende o le strutture governative. Le application per prendere parte al progetto (e ottenere eventualmente i finanziamenti) prendono in considerazione progetti da ogni campo. L’unico requisito richiesto è che il progetto sia qualcosa di rivoluzionario che possa avere in futuro applicazioni pratiche per migliorare la vita delle persone. Non vengono invece accettati progetti di ricerca che prevedono come fine obiettivo la cura di una singola malattia. Chi riuscirà a ottenere i fondi dovrà in seguito impegnarsi a pubblicare un resoconto dettagliato del lavoro dando pubblico accesso ai risultati della ricerca per 6 mesi dalla fine del contratto di finanziamento. Qui è possibile inviare le proprie candidature.

L’appello di Valentina è rivolto a imprenditori come “Moretti Polegato, Del Vecchio, Della Valle, perché uno di loro – o magari insieme, uniti in una taskforce per una volta non “ministeriale”– non finanziano una iniziativa simile in Italia? Slegata dagli apparati pubblici e piuttosto libera di dare opportunità ai ricercatori e agli scienziati che da noi sono tra i più brillanti al mondo?”.

Se l’appello di Valentina riuscirà o meno ad attirare l’attenzione di qualche imprenditore italiano, solo il tempo potrà dircelo. Un progetto simile in Italia, anche se rivoluzionario, non sembra però impossibile. Le cifre di finanziamento non sono proibitive e il progetto promette di essere sostenibile, grazie alla struttura rotativa dei finanziamenti in grado di assorbire le perdite con i progetti di successo.