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Buone pratiche di innovazione ambientale

21/11/2012

Buone pratiche di innovazione ambientale-1

Nei giorni dell’Urbanpromo di Bologna, evento culturale sul tema della rigenerazione urbana e sul marketing territoriale, il WWF ha presentato e lanciato la sua campagna “RiutilizziAMO Italia” .

L’Italia sta scomparendo, e a dirlo è il dossier “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare”, progetto di ricerca elaborato dall’Università degli studi dell’Aquila e promosso dal FAI (fondo ambiente italiano). Secondo lo studio, se il processo di cementificazione avviato in Italia non dovesse arrestarsi, o fare inversione di rotta, il consumo del suolo rischierebbe di raggiungere i 75 ettari al giorno entro il 2020.

Così il WWF affronta il problema della cementificazione e del consumo del suolo, mettendo al centro il tema della riconversione sostenibile, e lo fa coinvolgendo i cittadini.

La campagna “RiutilizziAMO Italia” si rivolge a tutti, con particolare attenzione a urbanisti, architetti, e a studenti di queste discipline, e prova a dar vita a un movimento socioculturale che possa trovare e ideare forme di recupero delle aree dismesse per trasformarle in luoghi da destinare alla fruizione collettiva.

Per proporre idee e segnalare edifici, o aree abbandonate, basta collegarsi al sito del WWF e compilare un apposito modulo.

La possibilità di segnalare nuove aree è stata prorogata fino al 30 novembre, così da ottenere una mappatura delle aree degradate a cui sottoporre progetti di riconversione virtuosa.

Si tratta di un progetto estremamente innovativo, che guarda al futuro affermando principi di ecosostenibilità, tutela dell’ambiente e green economy.

I-think non può che sostenere questa iniziativa, invitando tutti a partecipare, e chiede di farlo allargando il punto di vista, cioè pensando a progetti di riconversione che riguardino molteplici ambiti: dalla scienza alle nuove tecnologie, dall’agricoltura all’ambiente, dalla salute alla qualità della vita.

Per fare spazio ad un investimento sul futuro che metta al centro le persone, limitando il consumo superfluo e ottimizzando le risorse.

Una regola, questa, che andrebbe applicata a tutti i settori, perché innovare molto spesso significa anche saper fare tesoro delle risorse esistenti.