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Cibi geneticamente modificati: un dibattito ancora aperto.

27/09/2012

Cibi geneticamente modificati: un dibattito ancora aperto.-1

L’Europa non è mai stata troppo favorevole ai cibi geneticamente modificati. Dopo un iniziale apertura alcuni paesi alla fine degli anni ’90 hanno cominciato a vietare la vendita degli OGM, almeno fino a quando non fosse dato al consumatore un sistema di etichettatura valido che gli permettesse di poter scegliere in sicurezza.

Nel 2003 sono stati regolamentati gli alimenti ed i mangimi OGM (uso animale e umano). L’Italia, anche se membro della comunità europea, e quindi obbligato a seguirne i regolamenti, è uno dei paesi con meno coltivazioni OGM (a parte alcune sperimentali), ma utilizza mangimi OGM importati da Stati Uniti e America Latina.

Come molte altre tecnologie (ad esempio le nanotecnologie, o gli stessi cellulari che usiamo ogni giorno), gli OGM non hanno ancora raggiunto un periodo di utilizzo tale per valutarne i reali rischi sulla salute delle persone. Un ultimo studio pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology, ha riportato i risultati di alcune ricerche su dei ratti alimentati con mais geneticamente modificato (NK603) in grado di resistere ai pesticidi (sviluppato dalla Monsanto). Secondo lo studio sarebbe stato riscontrato che i ratti alimentati con il mais modificato sviluppano livelli di cancro molto più alti della media. Gli animali sono stati monitorati per due anni (più o meno la vita media di un ratto), rendendo questo studio il più accurato su questo tipo di OGM. La Monsanto (il cui brevetto è approvato nell’Unione Europea) aveva già effettuato dei test che non rivelavano alcun effetto collaterale (ma si basavano su un lasso di tempo di soli 90 giorni).

I risultati della ricerca hanno già prodotto il loro effetti a livello politico: il ministro francese Jean-Marc Ayrault ha già annunciato che se i test verranno confermati, il governo farà pressioni a livello europeo per bandire il mais incriminato. La Commissione Europea ha già attivato l’EFSA (European Food Safety Agency) di Parma per chiarire i risultati dello studio.

Molti scienziati però hanno già messo in discussione la metodologia dello studio, nel particolare viene fatto notare come la razza di ratto utilizzata per l’esperimento (Sprague Dawley) sia naturalmente suscettibile allo sviluppo spontaneo di tumori, soprattuto in vecchiaia. La Monsanto stessa ha dichiarato che non riconosce lo studio come accettabile.

Nel frattempo il direttore dello studio Gilles Eric Seralini, (biologo molecolare dell’università di Caen, in Francia) ha pubblicato il suo libro che esplicita il suo punto di vista sui cibi modificati: Tous Cobayes? (traducibile “Siamo tutti cavie?”).

Alle accuse sulla razza di ratto utilizzato Seralini ha ammesso che non è stata la migliore scelta, ma ha annunciato che non pubblicherà i dati della ricerca (necessari per ripetere l’esperimento) fino a quando non verranno resi pubblici i dati grezzi che hanno dato il via libera del NK603 in Europa (ancora secretati).

Il dibattito rimane aperto e ancora molti sono i punti che dovranno essere discussi per arrivare una reale conoscenza degli OGM.

Per saperne di più sullo studio effettuato dall’università di Caen qui puoi trovare un abstract della ricerca.