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Con la startup Sherpaa il medico è a portata di mail

30/07/2012

Con la startup Sherpaa il medico è a portata di mail-1

Ogni anno 2 milioni di persone nel Lazio si recano al pronto soccorso. Di queste l‘82,5% ci va con i propri mezzi e il 78% risulta poi essere un codice verde o bianco, ovvero i casi meno gravi secondo lo schema del triage.

Per cercare di arginare questo vero e proprio assalto che spesso causa rallentamenti (e costi per la regione) nonchè malfunzionamenti negli ospedali si sta cercando di spostare  parte delle richieste ai medici di base, per l’occasione presenti all’interno della struttura ospedaliera. Ma forse si potrebbe fare qualcosa di più, magari sfruttando le potenzialità delle tecnologie digitali.

Negli Stati Uniti, dove il pronto soccorso può costare molto caro (soprattutto se si è sprovvisti di un assicurazione) c’è una startup di nome Sherpaa che sta sperimentando un nuovo modo per gestire i piccoli infortuni di tutti i giorni senza per forza doversi recare alla Emergency Room. Il sistema è semplice. L’agenzia fornisce dei medici di base che vengono selezionati per questo particolare servizio. Il medico ha una mail di riferimento a cui il malato può inviare richieste dirette. Ad esempio in caso di ferimento, può inviare una foto via mail per poi dopo pochi minuti avere un responso diretto del medico che così può suggerire al paziente se è necessaria una visita al pronto soccorso. E’ inoltre possibile ottenere una prescrizione direttamente via mail o avere indicazioni sulla scelta di uno specialista (Sherpaa fornisce oltre 100 medici specialisti)

Il co-fondatore di questa start up J. Parkinson spiega che l’obiettivo principale del progetto è quello di abbassare i costi dell’assistenza sanitaria (che in America è il secondo fattore di spesa per una società dopo il pagamento degli stipendi) migliorando nel contempo il rapporto paziente-medico.

Per ora il progetto è rimasto in “beta” visto che l’unico cliente dell’agenzia è stato Tumblr (una delle piattaforme di blogging più utilizzate) ma nel prossimo anno è prevista un’espansione della copertura anche nella zona di New York.

 

Fonte immagine: Flickr