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Digital divide, a volte è una questione di genere

05/03/2013

Digital divide, a volte è una questione di genere-1

Sono 1,3 miliardi le donne nel mondo connesse alla Rete, circa 200 milioni in meno degli uomini. Il dato è fornito dalla relazione sull’uso delle tecnologie dell’informazione nel 2013 diffusa al Mobile World Congress di Barcellona dall’International Telecommunication Union, secondo cui il divario digitale di genere diventa ancora più profondo nei Paesi in via di sviluppo.

Qui infatti la popolazione digitale femminile è del 16% inferiore a quella maschile, contro il 2% dei Paesi sviluppati. Questo nonostante la penetrazione nel mondo di telefoni cellulari attivi abbia raggiunto il 100% in quattro delle sei regioni globali e il numero dei telefoni presenti sul pianeta sia quasi pari all’intera popolazione mondiale. Chiaramente in molti casi è la stessa persona a possederne più di uno.

Il gap di genere quindi negli anni è andato assottigliandosi, ma rappresenta ancora un elemento di disuguaglianza che va colmato a partire dalla costruzione di pari opportunità di accesso, aggirando quelli ostacoli di natura culturale che anche lo studio ‘Women and the Web’ pubblicato da Intel a gennaio definisce fondamentali. Ad esempio, spiega il report, in alcune aree fortemente conservatrici dell’India le donne non possono uscire di casa e quindi, a differenza degli uomini non usano abitualmente il cellulare per lavoro o per comunicare.

Può diventare molto importante per questo riuscire a portare internet alle famiglie e fin dentro le abitazioni. Che non significa rassegnarsi all’idea che le donne in alcune aree del mondo debbano continuare a rinunciare alla vita sociale, ma piuttosto vuol dire muovere i primi passi verso l’abbattimento delle disuguaglianze dando loro la possibilità di connettersi al mondo, vedere e conoscere attraverso internet non solo i loro doveri ma soprattutto i loro diritti e iniziare a fare rete per conquistarli.