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Epatite C: un’emergenza da curare. Con prevenzione, disponibilità dei farmaci e azione legislativa.

03/12/2012

Epatite C: un’emergenza da curare. Con prevenzione, disponibilità dei farmaci e azione legislativa.-1

L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di persone affette da Epatite C. Ogni anno si verificano 10.000 decessi causati da cirrosi e tumori epatici e si eseguono oltre 1.000 trapianti di fegato, di cui almeno la metà causati dal virus HCV.

Una piaga che presenta notevoli ripercussioni dal punto di vista medico, sociale ed economico per il Servizio Sanitario Nazionale. Una piaga su cui intervenire al più presto.

É quanto è emerso dalla conferenza “Riflessioni sullo stato dell’arte dell’HCV” organizzata oggi da i-think, con gli interventi, oltre che di Ignazio Marino, di Raffaele Bruno, professore associato al Reparto malattie infettive della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia; Amerigo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università cattolica del sacro Cuore; Francesco Saverio Mennini, professore di economia sanitaria alla facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata. É inoltre intervenuto Giampiero Maccioni, Segretario Nazionale della Federazione LIVER POOL, che ha sottolineato l’importanza della prevenzione e degli strumenti per attuarla al meglio, riprendendo le proposte della Federazione, gia indicate in pubblicazioni come “Liver unit” e “La salute del tuo fegato”, ed ha ricordato la necessità di adeguare la legislazione alle effettive esigenze degli ammalati, come indicato dalla Commissione ministeriale di cui fa parte anche Liver Pool, insieme ad altre associazioni.

Marino, senatore del PD e Presidente di i-think, ha posto l’attenzione sulla necessità di innovazione: “L’innovazione è la chiave per la cura di tanti pazienti la cui speranza di vita è appesa a un filo: in Italia infatti l’epatite da virus C è una piaga che riguarda circa 1 milione e 800mila persone, di cui soltanto il 2% viene effettivamente assistito in maniera efficace. Per le epatiti ogni anno il Servizio Sanitario Nazionale spende circa 900 milioni di euro, senza contare i costi indiretti per la società dovuti alla perdita di produttività di chi si è ammalato. Ma i protocolli terapeutici, nella maggioranza dei casi, non consentono la guarigione del paziente, anche per i ritardi nella disponibilità di farmaci innovativi.

I paesi europei – continua Marino – hanno una metodologia abbastanza consolidata per valutare l’innovazione di una molecola e avviare le procedure di determinazione del prezzo e della rimborsabilità. In Italia, invece, la procedura negoziale, dopo la approvazione da parte dell’Agenzia europea (EMA), si basa sulle procedure di due commissioni dell’Aifa piuttosto complesse e rigide con 14 passaggi formali, spesso rallentati da rinvii tra le due commissioni, per cui il tempo per l’accesso degli ammalati alle nuove molecole si allunga inesorabilmente. Pensiamo a molecole innovative come Boceprevir e Telaprevir: negli Stati Uniti sono disponibili da due anni, in Inghilterra e Germania dall’inizio del 2011, in Francia e Spagna dall’estate 2011. In Italia non è immaginabile arrivino prima del 2013. Un ritardo non giustificabile, soprattutto se pensiamo che per molti può rappresentare la differenza tra la vita e la morte”.

Sono tre, secondo quanto emerso dal dibattito, le linee guida che devono essere seguite per fornire una risposta realmente adeguata ed esaustiva alla pericolosità dell’epatite C: prevenzione, disponibilità dei farmaci, interventi legislativi.

Prevenzione. Significa migliorare le attività di diagnosi e di monitoraggio delle malattie epatiche e avviare una serie di interventi di informazione e sensibilizzazione per promuovere una maggiore cura e attenzione alle pratiche di vita quotidiana, facendo in modo che i cittadini, in particolare i più giovani, siano informati sui fattori di rischio e inseriscano nelle proprie abitudini l’attenzione alla salute. Che si tratti di comportamenti sessuali, di tatuaggi o piercing, tre tra le cause principali di contagio dell’HCV, per ridurre i rischi è necessario che la propria salute sia un valore da proteggere e che condiziona positivamente le scelte di ciascuno.

Disponibilità dei farmaci. Da più di un anno molti paesi europei hanno introdotto nuovi farmaci, Boceprevir e Telaprevir, che hanno dimostrato di apportare un vantaggio significativo nella cura delle epatopatie, aumentando del 2,5% le possibilità di guarigione. In Italia questo non si è ancora verificato a causa dei ritardi accumulati dalle Istituzioni nelle pratiche di adozione di nuove cure. Considerato l’elevato tasso di soggetti affetti da Epatite C è ormai improrogabile, anche in Italia, l’introduzione di quei nuovi farmaci che migliorano sensibilmente l’efficacia delle cure. Occorre dunque accelerare le procedure di verifica e approvazione.

Attività legislativa. Fornire una completa copertura del problema e tutelare al meglio i diritti degli ammalati vuol dire anche darne valenza giuridica, con un disegno di legge che riprenda quanto discusso e proposto finora dai soggetti istituzionali ed associativi che già si occupano del tema.