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Epilessia, la sensibilizzazione parte dalle scuole

13/02/2013

Epilessia, la sensibilizzazione parte dalle scuole-1
Locandina giornata europea per l'epilessia

In occasione della Giornata Europea per l’Epilessia, i neurologi della Lice (Lega italiana contro l’epilessia) hanno lanciato la campagna di sensibilizzazione “Se all’improvviso…” per informare insegnanti e bambini delle prime due classi delle primarie sulla malattia neurologica più diffusa al mondo.

“Se all’improvviso un bambino viene colto da una crisi epilettica a scuola?” è proprio la domanda che più frequentemente gli insegnanti rivolgono ai neurologi. Solo in Italia, infatti, sono oltre 500mila i malati con un’incidenza elevata nei bambini tra i quali, i più esposti a rischio, sono i neonati entro il loro primo anno di età.

La campagna coinvolgerà 17 regioni, 150 scuole, oltre 700 insegnati e circa 15mila bambini e cercherà di colmare alcune lacune sulla conoscenza dell’epilessia che ancora oggi fanno guardare al malato con diffidenza e pregiudizio. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Epilepsy and Behavior il 44% degli insegnanti dichiara di avere o aver avuto un bambino con epilessia in classe, ma solo i 2/3 di questi erano stati informati dai genitori circa le condizioni di salute del figlio. Tra le conoscenze scorrette più diffuse, rilevate dall’indagine, quella di dover mettere un oggetto in bocca al bambino durante la crisi: ne è convinto il 57,9 degli intervistati, mentre il 24,7% pensa che l’epilessia comprometta le capacità di apprendimento del bambino e il 32,8% crede che la malattia sia un impedimento per l’attività motoria e ricreativa. Niente di più sbagliato.

I neurologi della Lice, anche attraverso la fiaba Sara e una brochure a fumetti, cercheranno di spiegare che in caso di crisi non bisogna mai infilare oggetti in bocca o cercare di bloccare la persona: bisogna invece preoccuparsi che il bambino non si faccia male, sfilando gli occhiali e, se possibile, inserendo un cuscino sotto la testa. Inoltre, chiariranno che l’epilessia non incide significativamente su capacità di apprendimento e possibilità di gioco.

Quella della Lice è un’iniziativa lodevole: aumentare il grado di conoscenza sulla malattia aiuterà gli insegnanti a reagire meglio in caso di crisi, ma soprattutto li educherà assieme ai loro alunni a non aver paura dell’epilessia, e non trasformarla in un fattore di discriminazione e mancata integrazione per chi ne è affetto.