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Etica e neuroscienza

20/08/2013

Etica e neuroscienza-1

Il Governo americano sta investendo molto nel programma denominato BRAIN Initiative (Brain Research through Advancing Innovative Neurotechnologies), ossia una serie di progetti mirati a sviluppare applicazioni tecnologiche che studino il funzionamento dei miliardi di nostri neuroni cerebrali e di come questi producano pensieri, emozioni, ricordi e movimenti. Ogni scoperta, in questo campo, porta con sé un carico di dilemmi etici difficili da dirimere: l’uso responsabile di nuovi meccanismi per lo sviluppo cognitivo, la protezione delle informazioni neuronali personali, la possibilità di prevedere disturbi neurodegenerativi incurabili, addirittura l’utilizzo delle informazioni derivate da immagini cerebrali a fini giudiziari.

A tale scopo è stata costituita un’apposita commissione – la Presidential Commission for the Study of Bioethical Issues – che proprio oggi, a Philadelphia, ha chiuso una due-giorni di incontri pubblici. La Commissione ha ascoltato tutti i partner coinvolti nel programma BRAIN, l’agenzia DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), il National Institutes of Health (NIH) e la National Science Foundation. Raccolti i loro suggerimenti, ascoltate le loro proposte, procederà a redigere una serie di raccomandazioni da sottoporre al Presidente Obama. Un precedente illustre che testimonia quanto ampio possa essere l’impatto di un simile forum di ascolto e confronto è quello costituito dal programma di ricerca ELSI, sulle implicazioni etiche, legali e sociali della ricerca sul Genoma Umano, che nel 2008 ottenne la firma del decreto noto come Genetic Information Nondiscrimination Act, a protezione della privacy dei dati genetici personali.

Fra i progetti di ricerca discussi in queste ore a Philadelphia compare anche la scoperta del premio Nobel Susumu Tonegawa. La stimolazione di specifici neuroni nell’area dell’ippocampo ha causato la creazione di falsi ricordi in ratti da laboratorio che hanno dimostrato di avere memoria di azioni mai realmente accadute. Lo straordinario risultato dell’esperimento condotto dal gruppo di neuroscienziati guidati da Tonegawa, al Massachusetts Institute of Technology di Boston ha comprensibilmente messo in allarme i bioeticisti, preoccupati per le possibili conseguenze dello studio: l’intenzione, rassicura Tonegawa, non è e non sarà mai quella di manipolare il cervello umano impiantandovi falsi ricordi. La ricerca, descritta su Nature nel numero di Ferragosto, mira solo ad approfondire il meccanismo di formazione dei ricordi.

Sembra evidente, tuttavia, che il sistema degli Institutional review boards, i comitati etici interni ad ogni istituto di ricerca o ospedale, non è più misura sufficiente a coprire le molteplici implicazioni etiche di tante, nuove iniziative di indagine, soprattutto nel campo delle neuroscienze.

 

Segui qui il blog della Commissione di Bioetica USA e i dettagli della diretta da Philadelphia.

 

C. Cirillo