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Farmaci contraffatti: due strumenti per riconoscerli

03/09/2012

Farmaci contraffatti: due strumenti per riconoscerli-1

L’industria dei farmaci contraffatti vanta un fatturato di oltre 200 miliardi di dollari. La facilità di distribuzione e vendita via internet ha causato un vero e proprio boom nella distribuzione online, dove più della metà dei prodotti è contraffatta.

In un editoriale di Lancet si è parlato del caso di 19 medici americani che avevano acquistato all’estero una versione contraffatta del farmaco anticancro bevacivuma (Avastin). Non si tratta di un caso isolato, già nel 2007 eparina contraffatta di origine cinese causò la morte di 149 pazienti. In Europa le cose non vanno meglio nel 2009 sono stati sequestrati 34 milioni di compresse tra cui antibiotici, anticancro e sidefanil (viagra).

Secondo una ricerca dell’OMS quasi il 10% dei medicinali distribuiti nei paesi in via di sviluppo sono di origine contraffatta responsabili di migliaia di morti ogni anno. Nel sud-est asiatico si stima che addirittura un terzo dei medicinali sia falso.

Per cercare di combattere questo problema si stanno sviluppando degli strumenti scientifici che dovrebbero aiutare i medici a identificare i medicinali contraffatti.

Uno di questi è un tester, grande quanto una carta di credito sviluppato da Toni Barstis un chimico del Saint Mary College nell’Indiana. Il test serve a capire se ci si trova di fronte a una vera dose di paracetamolo. Il processo è semplice, basta passare la pillola sul paper test e poi immergerlo in una bacinella d’acqua. Un cambio di colore nella carta indica la presenza di sostanze contraffatte.

La semplicità di utilizzo lo rende un ottimo strumento anche per un personale non medico (può essere usato direttamente alla dogana) o da infermieri negli ospedali. Il team è ora al lavoro per nuovi tester in grado di riconoscere antibiotici, antimalarici e Tamiflu contraffatti.

Il secondo metodo è stato invece sviluppato da Facundo M. Fernandez un chimico del Georgia Institute of Technology. Fernandez utilizza un spettroscopio di massa (in grado di pesare le molecole) per identificare i composti del medicinale. Il sistema riesce a distinguere i medicinali contraffatti da quelli che rovinati o che hanno subito dei cambiamenti chimici dovuti all’esposizione a caldo o freddo. Il team sta cercando di creare una versione “mobile” del sistema, che ad oggi è possibile portare a termine solo all’interno di un laboratorio. Entrambi i metodi sono stati presentati al National Meeting & Exposition of the American Chemical Society.

“All’inizio pensavo che i medicinali avessero al loro interno solo materiali come il gesso – racconta Fernandez – ma con gli anni ho trovato medicinali contraffatti che differivano dall’originale solo per la quantità di principio attivo in grado di causare effetti allergici. Quest’anno ad esempio ho trovato un antimalarico che conteneva citrato di sidenafil, il principio attivo del viagra. Oramai non ci sorprende più nulla.”