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I cibi “Bio” sono più nutrienti di quelli convenzionali?

05/09/2012

I cibi “Bio” sono più nutrienti di quelli convenzionali?-1

I cibi a marchio “bio” hanno invaso da tempo i nostri scaffali a tal punto da spingere alcuni ricercatori della Stanford University a studiare più approfonditamente questo tipo di prodotti per capire se davvero sono più nutrienti dei cibi convenzionali.

Il risultato è abbastanza sorprendente: mangiare “bio” riduce sensibilmente la possibilità di assorbire sostanze come pesticidi o batteri antibiotico-resistenti, ma i cibi biologici non sono in nessun caso più nutrienti di quelli coltivati in maniera convenzionale.

Lo studio, diretto da Crystal Smith-Spangler ha preso in considerazione oltre 240 pubblicazioni su valori nutrizionali, livelli di contaminazione dei cibi consumati oltre ad alcuni studi sul tipo di consumo che le persone fanno dei due tipi di cibo.

Nel particolare sono stati presi in considerazione 17 studi (sei dei quali riguardavano esami clinici randomici) sui consumi organici e convenzionali nella dieta della popolazione e 223 studi che hanno comparato sia i livelli nutritivi che quelli di contaminazione da parte di batteri e pesticidi in vari prodotti (frutta, verdura, graminacee, carne, latte, pollame e uova) bio e convenzionali.

“Malgrado il pensare comune che i cibi bio siano più nutrienti di quelli convenzionalmente trattati – spiega Smith-Spangler nel “Annals of Internal Medicine” – non abbiamo trovato alcuna prova tangibile che provi quest’idea.”

Non è stata trovata infatti alcuna differenza tra i due tipi di prodotto nè è stato possibile comprovare che i cibi convenzionali possano essere più rischiosi per il consumatore di quelli biologici. Nello stesso studio è stato possibile stabilire inoltre che i rischi di contaminazione del batterio dell’Escherichia Coli non sono riferibili al tipo di coltivazione. Parlando invece di pesticidi però le cose cambiano radicalmente: i cibi convenzionali hanno infatti il 30% in più di possibilità di essere portatori di pesticidi rispetto a quelli biologici. Lo studio non da però informazioni dell’impatto di questi pesticidi sull’uomo “perchè non esistono ancora sufficienti studi al riguardo” – spiega Smith-Spangler.

Sull’argomento è intervenuto anche il Dr. Alan Dangour, nutrizionista della London School of Hygiene and Tropical Medicine, nonchè responsabile della ricerca della FSA (Food Standard Agency) del 2009 (che aveva avuto risultati simili): “ Come nel 2009, è stato confermato che non ci sono grandi differenze nei valori nutrizionali dei cibi biologici rispetto a quelli convezionali.”

Interpellata sull’argomento Emma Hockridge, direttore della Soil Assciation (organizzazione inglese con sede a Bristol che opera nel campo delle certificazioni ambientali e del biologico) ha risposto che le preoccupazioni dei consumatori riguardo alla presenza di pesticidi sono invece ampiamente confermate. “Nei vari studi è stata riportata la presenza di carbendazim, un’interferente endocrino vietato negli USA, in grado di resistere al lavaggio e alla cottura. Nei cibi biologici non è possibile trovare sostanze di questo genere, ed è per questo che i consumatori scelgono questo tipo di prodotti”.

Foto:Flickr