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Il potere e l’empatia

13/08/2013

Il potere e l’empatia-1

Il potere cambia le persone. Capita a tutti, prima o poi, di sperimentarlo o di subirlo: una promozione, un nuovo incarico spesso rendono più distaccati, meno solidali. Non è un luogo comune, né un atteggiamento da ascrivere semplicemente a una improvvisa carenza di tempo o a priorità modificate. Sukhvinder Obhi, Jeremy Hogeveen e Michael Inzlicht, neuroscienziati della università canadese Wilfrid Laurier, hanno pubblicato uno studio sul Journal of Experimental Psychology, che dimostra come il potere agisca sul cervello, rendendoci meno empatici.

L’esperimento ha messo a confronto il funzionamento dell’area cerebrale detta sistema specchio di due gruppi di persone ai quali si è chiesto di tenere un diario e di guardare un video. Più specificatamente, un gruppo ha dovuto descrivere situazioni di potere, l’altro di impotenza. L’attività cerebrale di entrambi i gruppi è stata monitorata mentre venivano mostrate loro immagini ripetitive che attivano proprio il sistema specchio. Questa zona contiene i neuroni che entrano in funzione, ad esempio, quando guardiamo qualcuno che prende in mano una tazzina. L’area si attiva come quando siamo noi stessi a compiere quell’azione. Le due rappresentazioni a livello cerebrale risultano connesse alla sfera delle intenzioni e delle convinzioni. In altre parole, il passaggio dalle azioni a pensieri più profondi è diretto: se osserviamo una persona che prende in mano una tazzina, presumiamo che abbia voglia di caffè. E’ così che entriamo nella testa degli altri e proviamo empatia per loro.

I ricercatori canadesi hanno voluto testare se questo sistema subisca mutazioni a seconda dello stato di potere in cui ci troviamo. Le loro conclusioni sono chiare: quando abbiamo potere, di ogni tipo o entità, la nostra capacità di percezione e adattamento al comportamento di chi ci circonda è più debole, ossia la nostra empatia è ridotta. Al contrario, chi si trova in una condizione di assenza di potere, a qualsiasi livello, ha una capacità amplificata di mettersi nei panni degli altri.

Lo studio sta facendo discutere, forse perché sembra dare fondamento scientifico a chi da sempre accosta potere e freddezza. La buona notizia è che partendo dalle stesse evidenze, è possibile scorgere la possibilità di educare chi detiene il potere a provare più empatia.