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Il primo bio-aereo alimentato a zucchero

14/08/2012

Il primo bio-aereo alimentato a zucchero-1

Il Brasile è ad oggi uno dei più grandi produttori di biocarburanti, propellenti ottenuti in modo indiretto dalle biomasse come grano, mais, bietola e canna da zucchero.

Da tempo i cittadini brasiliani utilizzano l’etanolo per muovere le proprie auto ma lo scorso giugno, si è tentato un salto decisamente più alto: il primo aereo interamente alimentato con biocarburanti sintetizzati con microbi geneticamente modificati.

Questi micro organismi sono stati riprogrammati per produrre carburante dallo zucchero. La Azul Brazialian Airlines ha usato il composto (mischiato con una parte di petrolio) per far volare un Embraer E195. Sul volo non c’erano molte persone a parte alcuni tecnici, trattandosi solo di un viaggio dimostrativo. Ma le capacità di questi batteri (tra i quali anche il pericolosissimo E.Coli) non si fermano qui, i microbi possono infatti sintetizzare Diesel o altri prodotti chimici come ad esempio oli cosmetici.

Il volo dell’E195 non è stato però il primo Bio-volo della storia: in passato sono stati utilizzati olio di semi e fiori di Camelina. L’importanza di questo esperimento sta però nel fatto di essere il primo volo ad utilizzare carburante raffinato da microbi e non è un caso che il volo sia stato fatto coincidere con il summit sul clima organizzato a Rio lo scorso giugno.

Malgrado le incredibili potenzialità di questo tipo di carburanti, c’è chi ha aperto un dibattito sui suoi possibili utilizzi futuri. Tra questi le Nazioni Unite che stanno cercando di sensibilizzare la comunità internazionale riguardo la possibilità di stilare regole più flessibili per ridurre il rischio di carestie dovute al sovrautilizzo di biocarburanti.

“Non siamo contrari ai biocarburanti – ha dichiarato David Hallam della FAO – semplicemente vogliamo che ci sia una maggiore flessibilità nella regolamentazione di questo tipo di energia.”

La preoccupazione è quella che possano ripetersi carestie come quella del 2007/08 soprattutto dopo l’annuncio da parte della FAO di un aumento del prezzo del cibo di oltre il 6% nel solo mese di luglio, probabilmente causato da una vasta siccità che ha costretto il dipartimento dell’agricoltura americano a tagliare le proprie stime di produzione di grano.

Foto:Flickr