http://i-think-italia.it/category/magazine/dirittialfuturo/

In Kenia il primo dibattito tra i candidati della storia diventa un evento social

21/02/2013

In Kenia il primo dibattito tra i candidati della storia diventa un evento social-1

L’ultima volta, alla fine del 2007, le elezioni presidenziali sfociarono in una sanguinaria repressione delle proteste dovute ai brogli: oltre 1200 persone furono uccise e centinaia di migliaia furono gli sfollati. A distanza di quasi 6 anni, il Kenya si appresta a eleggere il suo quarto presidente da quando nel 1963 ha ottenuto l’indipendenza. L’auspicio della comunità internazionale è che il Paese sappia darsi una guida senza il bisogno di ricorrere alla violenza, intanto però queste elezioni presidenziali verranno ricordate per lo storico dibattito tra candidati tenutosi lo scorso lunedì, cui seguirà un secondo confronto il prossimo 25 febbraio e un terzo in caso di ballottaggio.

L’idea venne lanciata lo scorso agosto da due importanti media locali e consisteva nel mettere a confronto otto candidati sulle domande formulate dai cittadini attraverso piattaforme social, sms ed e-mail. Nei mesi successivi sono stati creati gruppi e pagine Facebook e Twitter per lo scambio delle informazioni, sono stati nominati moderatori  e un team di ricercatori si è occupato di categorizzare le domande e farne una giusta sintesi. La sera del dibattito milioni di persone in tutto il Paese si sono ritrovate davanti agli schermi televisivi o alla radio, a casa o nei locali pubblici per seguire l’evento.

Tribalismo, sicurezza nazionale, istruzione e sistema sanitario: questi i principali temi di discussione che ha toccato anche argomenti delicati come il processo della Corte penale internazionale a carico di uno dei candidati, Uhuru Kenyatta, a causa dei crimini commessi nella crisi 2007-2008. Nel dibattito successivo i candidati dovranno affrontare una nuova serie di questioni che interessano la vita dei kenioti come gli alti tassi di disoccupazione, i piani di sfruttamento delle risorse naturali del Paese, comprese le riserve di petrolio scoperte recentemente nel nord-ovest, e poi la politica estera soprattutto per quanto riguarda i rapporti con la vicina Somalia.

Importantissimo il ruolo affidato al web anche in fase di racconto e commento del confronto, con la diretta via Youtube e la diffusione di meme e parodie. Protagonista assoluto della serata, Twitter: qui il dibattito è stato Top Trend scavalcando persino la notizia delle dimissioni del papa Benedetto XVI. Con una curiosità che ricorda quanto accaduto recentemente in Italia in occasione del confronto a SkyTg24 tra i cinque candidati alle Primarie del centrosinistra: l’hashtag ufficiale #KenyaDebate2013, ritenuto troppo lungo dagli utenti, è stato subito cambiato dagli organizzatori in #KEdebate13, ma intanto il popolo di Twitter aveva già creato il proprio #Debate254, dove 254 è il prefisso internazionale del Kenya.

Per un Paese che per la prima volta nella sua storia è riuscito a organizzare un dibattito presidenziale, che è passato attraverso un regime dittatoriale e si incammina lentamente in un processo democratico, dare agli elettori la possibilità di valutare le posizioni dei leader su questioni di primaria importanza rappresenta una svolta cruciale nella costruzione della democrazia e contribuisce a costruire una cultura in cui i politici si aspettano di essere chiamati a rispondere e dare conto direttamente ai cittadini. Ancora una volta da un Paese del Terzo Mondo ci arriva la conferma delle grandi potenzialità sociali delle nuove tecnologie. Internet può essere reale strumento di apertura e costruzione di un domani in cui i diritti sono a disposizione di tutti.