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La prima retina artificiale a celle solari è italiana

21/03/2013

La prima retina artificiale a celle solari è italiana-1

Funziona come una microcella solare la prima retina artificiale fatta con materiali organici e quindi biocompatibili realizzata da un gruppo di ricerca coordinato da Fabio Benfenati dell’Istituto Italiano di tecnologia a Genova e Guglielmo Lanzani del Centro per le nanoscienze e tecnologie di Milano.

Il materiale organico usato è il polimero P3HT, un semiconduttore con struttura a base di carbonio utilizzato comunemente nelle celle solari organiche. Questo polimero organico si adatta meglio alla curvatura dell’occhio perché soffice, leggero e flessibile. Inoltre, a differenza del silicio (il semiconduttore inorganico finora utilizzato per le retine artificiali), è un materiale fotovoltaico cioè sensibile alla luce e che non ha bisogno di essere alimentato da energia elettrica esterna e quindi da batterie per stimolare i neuroni e funzionare.

Nell’esperimento, descritto sulla rivista Nature Photonics, i ricercatori italiani hanno sistemato su una retina di ratto con coni e bastoncelli danneggiati un substrato di vetro rivestito con un metallo conduttore trasparente, l’ossido di indio-stagno, e il polimero organico. Quest’ultimo, colpito dalla luce, funziona come fotorecettore artificiale, stimolando i neuroni della retina.

La tecnica ha molti margini di miglioramento e si immagina di poter effettuare i primi studi pilota sull’uomo già tra 3-5 anni aprendo la strada alla creazione di retine artificiali biocompatibili in grado di fornire una valida alternativa alla cecità e a tutta una serie di problemi alla vista che la retinite pigmentosa o degenerazione maculare causano.

L’intuizione dei ricercatori italiani è sorprendente: per la prima volta si è pensato di prendere in prestito dalla tecnologia delle celle solari organiche un materiale e cambiarne il campo di applicazione per ripristinare il funzionamento delle retine danneggiate. Un’ibridazione tra settori di ricerca che dimostra come in campo medico e biologico la tecnologia e l’innovazione possano rappresentare un supporto prezioso nel miglioramento della qualità della vita delle persone.