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L’AIDS si può sconfiggere, investendo su prevenzione e ricerca.

30/11/2012

L’AIDS si può sconfiggere, investendo su prevenzione e ricerca.-1

A 24 anni dalla sua istituzione, la giornata mondiale contro l’AIDS, che si celebra domani, rappresenta un importante momento di riflessione collettiva per riflettere approfonditamente su questo tema e continuare ad aumentare la consapevolezza della popolazione sui rischi legati all’HIV e sugli strumenti idonei per combatterlo.

Il virus dell’HIV resta ancora uno dei maggiori fattori di preoccupazione a livello mondiale e costringe tutti a mantenere una soglia di attenzione elevata nonostante i significativi progressi che sono stati compiuti in questi anni. Per questo preoccupano le notizie su una significativa riduzione dei finanziamenti internazionali, con l’Italia a giocare per l’ennesima volta un ruolo negativo a causa di un debito di 260 milioni nei confronti del Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria.

A tale proposito, I-Think, coglie l’occasione per annunciarvi che il 10 dicembre organizzerà un evento dedicato sul tema “Lotta all’AIDS: conoscere i cambiamenti superare i limiti, conversazioni sulla 135/90” che si terrà presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” in Piazza della Minerva, 38 – Roma.

I dati pubblicati la settimana scorsa da UNAIDS sullo stato dell’arte della lotta all’AIDS raccontano dei numerosi progressi fatti nella lotta contro il virus HIV e consegnano un messaggio incoraggiante per il futuro.

Secondo il Global Report sull’AIDS 2012 gli interventi compiuti nella prevenzione e nel trattamento della malattia stanno dando i lori frutti in quanto emerge una diminuzione di quasi 800 mila casi di nuove infezione da HIV registrate nel 2011 rispetto al 2001 e una riduzione di oltre il 50% nei paesi più a rischio.

Le notizie più significative si registrano in particolare nell’Africa subsahariana dove i numeri parlano di una riduzione delle infezioni pari al 73% in Malawi, del 71% in Botswana, del 68% in Namibia e di una diminuzione complessiva delle morti da AIDS pari a un terzo nel periodo tra il 2005 e il 2011.

Risultati che evidenziano l’importanza di investire nella prevenzione e nell’individuazione di cure innovative ma ci dicono al tempo stesso che non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo prestare attenzione nell’adeguare gli strumenti in nostro possesso ai diversi contesti territoriali e sociali in cui il virus si propaga.

L’India, per esempio, racconta una realtà che va in controtendenza rispetto ai progressi ottenuti nel resto del mondo e dove, purtroppo, ad avere un ruolo negativo è la tecnologia e in particolare la proliferazione dei telefoni cellulari.

Attraverso programmi di prevenzione che si erano concentrati specificatamente nelle zone delle città caratterizzati dalla presenza di quartieri a luci rosse e avevano prodotto una capillare attività di informazione e sensibilizzazione sull’AIDS, l’India ha ottenuto un significativo aumento dell’uso del preservativo tra i clienti delle prostitute e una drastica diminuzione delle patologie legate all’HIV.

Tale politica di prevenzione si trova però oggi a scontrarsi con la diffusione dell’uso dei telefoni cellulari, cosa che ha permesso alle prostitute di interfacciarsi direttamente con i clienti e di abbandonare i quartieri a luci rosse dove erano concentrate le attività del Governo rendendo in questo modo molto più complicato intercettare e sensibilizzare i soggetti a rischio contagio per rapporti non protetti.

Una storia che intreccia inesorabilmente il progresso tecnologico in una delle Nazioni più ricche del Mondo con il tema della salute, del degrado sociale e della difesa dei diritti civili.