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Legge 40, La Corte Europea boccia il ricorso italiano

12/02/2013

Legge 40, La Corte Europea boccia il ricorso italiano-1

La Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata ieri sul ricorso presentato dal Governo Italiano contro la sentenza dello scorso 28 agosto 2012 respingendolo.

L’Italia si era appellata in ottobre chiedendo il riesame della sentenza che giudicava incoerente la legge 40 sulla procreazione assistita (ne parlavamo qui).

Secondo i giudici di Strasburgo la norma viola il diritto al rispetto della vita privata per cui il nostro Paese dovrà risarcire con 15mila euro la coppia cagliaritana, fertile ma portatrice sana di fibrosi cistica, cui era stata preclusa la possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto sull’embrione nell’ambito del procedimento di procreazione assistita.

La Corte apre così le porte della procreazione medicalmente assistita alle coppie affette o portatrici sane di malattie genetiche. Ma dà anche l’ennesima chiara interpretazione giuridica in materia, sottolineando ancora una volta la lentezza del governo italiano nel recepire indicazioni che arrivano dalle leggi e dalla sensibilità degli altri Paesi europei in tema di diritti.

Quella della Corte europea di Strasburgo va sicuramente interpretata come una bocciatura per il nostro Paese, ma può essere anche letta come un’opportunità che l’Europa concede all’Italia, alla vigilia di una nuova legislatura, per muovere concreti passi in avanti nella difesa dei diritti. Noi ci auguriamo questo.