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Live da Doha, il lavoro dei giovani ai negoziati sul clima

30/11/2012

Live da Doha, il lavoro dei giovani ai negoziati sul clima-1

La partecipazione dei giovani alle negoziazioni climatiche è fondamentale per far sì che le nuove generazioni, coloro che subiranno maggiormente gli effetti dei cambiamenti climatici, siano rappresentate e facciano sentire la propria voce; ma i membri dell’International Youth Climate Movement, che raccoglie tutti i movimenti giovanili per il clima nel mondo, non si fermano qui.

Da sempre attivi nello spingere i governi a prendere accordi vincolanti per ridurre le proprie emissioni di gas serra, dal 2005 organizzano ogni anno la Conference of Youth (COY), una tre giorni di workshops, sedute plenarie e attività interamente organizzate e gestite dalle delegazioni giovanili, che in occasione della COP15 di Copenaghen hanno ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) come Parte alle negoziazioni climatiche sotto il nome di YOUNGO (YOUth e NGO – non governative organization).

La struttura orizzontale di YOUNGO prevede che tutte le proposte siano valutate e votate secondo un sistema di consenso assoluto (occorre il 100% di voti favorevoli affinché una mozione o un documento vengano adottati ufficialmente) nel corso di una riunione quotidiana, alla quale sia le delegazioni che i Working Groups (WGs) sono rappresentati da un proprio portavoce.

Quest’anno la COY8 si è tenuta dal 23 al 25 novembre a Doha presso il Qatar Foundation Student Center, e ha visto gli interventi straordinari, fra gli altri, di Bill McKibben (fondatore dell’associazione 350, interamente dedicata al clima) e Christiana Figueres, Segretario Esecutivo dell’UNFCCC.

Nel corso dell’ultimo giorno della COY8, le centinaia di giovani si sono divisi in diversi WGs per l’analisi e lo sviluppo di tematiche come la mitigazione delle emissioni, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’educazione, la partecipazione giovanile, la finanza e così via. Nel corso della COP18 i WGs dovranno elaborare policy documents, proposte, pianificare azioni volte a sensibilizzare sia i membri delle delegazioni governative che l’opinione pubblica all’esterno del Conference Center.

Nei primi giorni della COP18 sono già numerose le azioni di YOUNGO.
Gli esponenti del movimento hanno fatto sentire la propria voce intervenendo più volte nel corso di sedute plenarie su argomenti cruciali quali la seconda fase del Protocollo di Kyoto e il nuovo accordo globale dal 2020, compiendo azioni come la campagna “We are part of the solution” e redigendo testi come il policy document del WG sulla mitigazione, che ha effettuato un’analisi basandosi sia su rapporti scientifici che su aspetti politici.

I cinque punti d’azione del policy document prevedono:

  1. Il supporto alla crescita delle ambizioni, ovvero alla revisione dell’obiettivo a lungo termine di aumento massimo della temperatura media globale da +2°C a +1.5°C.
  2. L’introduzione di una revisione degli obiettivi sotto il Protocollo di Kyoto nel 2014.
  3. La sottoscrizione da parte dei paesi arabi di obiettivi volontari di riduzione entro il 2020 nel corso della COP18.
  4. L’appoggio alla proposta del Messico e della Nuova Guinea per passare da un sistema di voto da consensuale a maggioritario (modificando gli articoli 7 e 18 della Convention) della COP.
  5. L’eliminazione dei sussidi alle fonti di energia derivanti da combustibili fossili.

 

Federico Brocchieri, per i-think, in diretta da Doha