http://i-think-italia.it/category/magazine/globuliverdi/

Live da Doha. Il Ministro dell’Ambiente Clini: “allo studio un piano nazionale da 40 miliardi per l’adattamento ai cambiamenti climatici”.

07/12/2012

Live da Doha. Il Ministro dell’Ambiente Clini: “allo studio un piano nazionale da 40 miliardi per l’adattamento ai cambiamenti climatici”.-1

A margine di un side event alla COP18 (organizzato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei con l’Università Ca’ Foscari di Venezia) e, in maniera più dettagliata, nel corso dell’intervento all’High-Level Plenary di ieri, il Ministro dell’Ambiente Clini ha fornito dati importanti sulle strategie nazionali in materia di clima ed energia.

“L’Italia sta avviando una strategia per indirizzare la propria economia verso un modello low carbon: energie da fonti rinnovabili e politiche di efficienza energetica sono le misure chiave per raggiungere questo scopo. Nel 2011, lo Stato ha elargito incentivi pari a 6.7 miliardi di euro per l’energia solare e a 5.8 miliardi per energie derivanti da altre fonti rinnovabili, rendendo l’Italia il primo paese al mondo per capacità energetica rinnovabile connessa alla rete, e il secondo per capacità totale installata”, ha affermato il Ministro.

Non solo mitigazione, ma anche adattamento: “Il 2012 ci ha dato una chiara dimostrazione della pericolosità dei cambiamenti climatici e di come rappresentino una sfida sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo. Per questo stiamo elaborando una strategia di adattamento per ridurre i rischi sul territorio che prevede lo stanziamento di circa 40 miliardi di euro per i prossimi 15 anni” (circa 2.5 miliardi l’anno, ndr).

Come stato membro dell’UE, l’Italia s’impegnerà ad applicare il secondo periodo d’impegno del Protocollo di Kyoto, ma ritiene necessaria una strategia più a lungo termine per fronteggiare efficacemente i cambiamenti climatici: “il secondo periodo del Protocollo di Kyoto deve essere considerato come una fase transitoria verso una piattaforma più grande (la Durban Platform, ndr) applicabile a tutti i paesi, che scongiuri il rischio di una frammentazione delle azioni individuali. Per questa ragione, dobbiamo uscire da Doha con una struttura ben definita per raggiungere un accordo vincolante entro il 2015”.

Un giorno extra?

Nel frattempo, le negoziazioni sono proseguite nel corso della notte, con qualche apparente passo in avanti sul tema dei carry-over.
A questo punto, date le diverse questioni rimaste in sospeso ieri, appare sempre più probabile che la conferenza vada oltre la sua prevista conclusione (oggi) e termini nella serata di domani. Con un accordo, si spera.

 

Federico Brocchieri, per i-think, in diretta da Doha