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Nasce l’AIS-UK: la community dei ricercatori italiani nel Regno Unito

24/01/2013

Nasce l’AIS-UK: la community dei ricercatori italiani nel Regno Unito-1

Recessione economica e mancanza di stimoli hanno dato negli ultimi anni un’ulteriore spinta alla fuga di ricercatori sud europei verso Paesi dell’area anglosassone. Si varcano i confini nazionali per cercare altrove opportunità e finanziamenti e proliferano associazioni di scienziati che vivono e lavorano all’estero. Non solo italiani.

Nel giugno 2011 ad esempio nasceva la Sruk/Ceru (Society of Spanish Researchers in the United Kingdom), l’anno dopo i ricercatori spagnoli replicavano l’iniziativa in Germania. Altrettanto avevano fatto i colleghi portoghesi del Parsuk. A loro si ispira pure l’Association of Italian Scientists in UK.

Fondata lo scorso novembre, l’AIS-UK è un’organizzazione no profit messa in piedi da 5 scienziati italiani residenti in Inghilterra: Emanuele Cotroneo, Francesca Fiocco, Chiara Recchi, Lucio Iannone e Antonio Trabalza. Un’esperienza giovane affidata a giovani ricercatori, che nella prossima primavera/estate dovrebbero dare vita alla prima Assemblea Generale, eleggere il Consiglio direttivo e ottenere lo status di onlus.

L’obiettivo è creare un network di ricercatori che operano in aree differenti per favorire collaborazioni multidisciplinari, aiutare i colleghi a superare le barriere linguistiche, informare su eventi e offerte formative per dottorati e ricerca post-PhD. Su tutto però c’è la volontà di far sentire la propria voce dall’estero in Italia.

La comunità dei ricercatori italiani nel Regno Unito, con grande competenza, coraggio e motivazioni, sta svolgendo un eccellente lavoro di cui spesso in patria non parliamo abbastanza dimenticando per convenienza risorse che il nostro Paese non riesce a tutelare e su cui non è in grado di investire. L’Ais-Uk, anche grazie alla collaborazione con l’Ufficio scientifico dell’Ambasciata Italiana, punta ad accedere un faro sull’attività dei suoi membri all’interno della comunità scientifica inglese e italiana, per raccogliere fondi e finanziare iniziative. Attraverso la creazione di una community di ricercatori, l’associazione vuole ricordare al nostro Paese che c’è un pool nutrito di scienziati e ricercatori italiani che si stanno affermando nel Regno Unito e stanno ottenendo ottimi risultati, ma sarebbero disposti a tornare a casa se venissero loro offerte opportunità appropriate all’esperienza che hanno maturato.

Sarebbe una bella prova di maturità per l’Italia se queste professionalità formate nelle nostre università e specializzate all’estero, potessero ritornare e far crescere la qualità complessiva della nostra ricerca. La vera vittoria dell’Ais-Uk sarebbe infatti riuscire nell’intento di creare un flusso biunivoco di ricercatori tra i due Paesi, rafforzando le possibilità di emigrazione e collaborazione, ma soprattutto quelle di rientrare in patria.