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Nuovi sensori diagnostici. L’innovazione italiana sbarca in America

28/02/2013

Nuovi sensori diagnostici. L’innovazione italiana sbarca in America-1

L’ultima avanguardia biomedicale è Made in Italy: un nuovo prototipo di sensore per migliorare le diagnosi mediche in ambito oncologico, cardiologico e neurologico e una telecamera 3D in grado di acquisire immagini tridimensionali di oggetti in rapido movimento.

L’Unità di ricerca SOI (Sensori Ottici Integrati) della Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento ha presentato due nuovi prototipi di sensori di immagine nell’ambito della conferenza mondiale di microelettronica ISSCC (International Solid-State Circuit Conference), a San Francisco, in California, destando stupore persino tra gli scienziati giapponesi che solitamente detengono il primato in questo genere di ricerche.

Gli scienziati del SOI, con a capo David Stoppa, sono stati gli unici europei a intervenire in questa sessione durante la quale hanno mostrato ai loro colleghi un nuovo sensore che verrà utilizzato per ottenere immagini biomedicali dettagliate, al fine di migliorare le diagnosi in ambito oncologico, cardiologico e neurologico.

Il lavoro è stato sviluppato all’interno del progetto scientifico europeo SPADNet, insieme ai ricercatori dell’Università di Edimburgo e la collaborazione di STMicroelectronics, ed è destinato a trovare applicazione nella prossima generazione di strumentazione per analisi in campo medico (in particolare PET/MRI).

Ma non è tutto, i ricercatori hanno sviluppato anche un prototipo di telecamera 3D in grado di acquisire immagini tridimensionali di oggetti in rapido movimento grazie a fotorilevatori ad alta sensibilità e hanno partecipato alla conferenza anche con una relazione scientifica sui sistemi di visione multi spettrale, ossia in grado di vedere dove l’occhio umano risulta essere cieco, come ad esempio nel campo dell’infrarosso e dei raggi X.

“Questo successo – sottolinea David Stoppa – premia l’intenso lavoro fatto da tutti i ricercatori Soi negli ultimi due anni. Sono convinto che il nuovo sensore progettato dall’Unità permetterà di sviluppare una nuova generazione di Pet scanner in grado di fornire, tra l’altro con un minore utilizzo di radiazioni, una diagnosi sempre più precoce di alcuni tipi di tumore”.