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Parkinson, un’analisi della salive potrebbe diagnosticarlo

22/01/2013

Parkinson, un’analisi della salive potrebbe diagnosticarlo-1

Potrebbe rappresentare una vera e propria svolta nella cura del Parkinson uno studio finanziato dalla Michael J. Fox Foundation, e condotto dai ricercatori della Mayo Clinic Arizona, che ha mostrato la possibilità di individuare i soggetti affetti da questa malattia grazie alla loro saliva e precisamente alle ghiandole submandibolari.

Il lavoro, partendo da un’intuizione circa la presenza di una concentrazione di proteine anomale nella saliva e nelle ghiandole salivali di soggetti deceduti affetti da Parkinson, ha coinvolto 15 persone di circa 68 anni, malate da 12 anni, realizzando due tipi di biopsia: dell’area sotto la mascella inferiore e del labbro inferiore. 

Il valore scientifico di questo studio, che sarà presentato a marzo in occasione del meeting annuale dell’American Academy of Neurology, risiede nella possibilità di diagnosticare in tempo il Parkinson, e quindi migliorarne il trattamento e renderlo meno invalidante, mentre finora era solo possibile certificarne la presenza post mortem. 

La scoperta permetterebbe così per la prima volta di disporre di un test diagnostico per questa malattia neurodegenerativa del sistema nervoso centrale che solo in Italia colpisce ogni anno circa il 2% della popolazione sopra i 65 anni, soprattutto al Nord, con tassi di mortalità pari a 2-6 casi su 100mila soggetti affetti. Cifre che nel giro dei prossimi 25 anni, secondo i dati forniti dalla Fondazione italiana Parkinson, sono destinate a raddoppiare. 

La malattia, che ha come sintomo evidente il tremore, consiste nella progressiva perdita di neuroni produttori di dopamina, cioè il neurotrasmettitore che regola il funzionamento dei movimenti involontari attraverso l’attività dei nuclei della base. Insorge soprattutto tra i 50 e i 60 anni, ma ne esistono forme giovanili che compaiono verso i 40 anni, ha andamento progressivo con durata che può superare i 20 anni e costi elevatissimi per il nostro Sistema Sanitario Nazionale che ogni anno spende per la sua cura 2 miliardi e 345 milioni di euro, un milioni di euro al giorno solo per i farmaci.