Ripensa al domani

Costruire il domani richiede l’impegno di tutti. Energie alternative e rinnovabili, green economy, diritti della persona, rivoluzione scientifica e digitale, libera informazione sono solo alcuni dei temi su cui discutere e lavorare. Se vuoi partecipare in maniera attiva fai sentire la tua voce. Contattaci e proponi le tue idee per un futuro migliore.

Perché a volte il pensiero non basta.

  1. Roberto Novati

    bello il sito , l’idea e quant’altro; il tutto è però ancora un po’ confuso e servirebbe a mio parere uno sforzo di catalogazione per argomenti, utile anche al loro graduale approfondimento (con l’idea magari, in qualche caso , di organizzare delle teleconferenze a tema). Da parte mia proporrei due forum di discussione: 1- la rete ospedaliera 2- la spending review in sanità, ospedali e territorio.

  2. Cristian

    Ci stiamo impegnando profondamente,io e il mio team,nello sviluppare tecnologie in grado di offrire risorse energetiche a basso costo ovunque.
    Crediamo che l’energia sfruttabile è sotto i nostri occhi ogni giorno,anzi sotto i nostri piedi.
    Lo sfruttamento dell’energia geotermica è sostanzialmente di 2 tipi, quella a qualche metro di profondità utilizzata esclusivamente per climatizzazione e quella profonda per la produzione di energia geotermoelettrica.
    La prima tipologia ha vari sistemi di sfruttamento ma sostanzialmente si basano sul minore salto termico, e quindi minor consumo di energia, che un impianto di climatizzazione deve superare, sia in inverno che in estate, se lo scambiatore esterno utilizza il fluido che circola sotto terra invece dell’aria.
    Il secondo sistema attualmente si fonda sulla possibilità di sfruttare particolari formazioni geologiche presenti in natura, quelle che attualmente si sfruttano sono la fuoriuscita spontanea di vapore in superficie e la presenza di strati permeabili a profondità adeguate. Alcuni di questi siti con strati permeabili inglobano gia acqua e quindi con la perforazione esce direttamente il vapore mentre in altri, se non è presente, si fanno più fori in modo che in uno o più viene iniettata acqua e dagli altri viene estratto il relativo vapore. Un altro sistema si sta sperimentando in Francia e prevede la formazione di fratture a grande profondità ma solo se sono presenti banchi compatti di roccia. In generale questi sistemi hanno il limite che i siti idonei sono rari, benché economicamente vantaggiosi e in generale non si prestano ad effettuare teleriscaldamento per l’eccessiva distanza dai possibili luoghi di consumo, quindi devono realizzare costose torri evaporative per lo smaltimento del calore che non viene trasformato in energia elettrica, con le tecniche attuali si riesce a trasformare circa il 16-18% del calore estratto. Anche l’energia elettrica deve essere trasportata spesso a grande distanza quindi in alta o altissima tensione.

    il progetto INNOGEX ” INNOVATIVE GEOTHERMOELECTRICAL TECHNOLOGY” promette di rivoluzionare lo sfruttamento della risorsa geotermica.

    Il progetto è nato intorno all’elaborazione di un sistema base che in futuro può essere implementato dall’utilizzo di tecniche innovative di scavo con lo scopo di abbassare ulteriormente i costi di realizzazione dell’impianto.
    La versione base consiste nel realizzare un primo tratto di pozzo, con la tecnica nota dei pozzi petroliferi, fino a una profondità in cui sono presenti temperature adatte allo scopo, 250°-300°, da una questa quota , per circa 1 km, vengono quindi realizzate almeno 1 coppia di diramazioni, con la tecnica nota dei pozzi direzionati in campo petrolifero, queste 2 diramazioni saranno inizialmente divergenti e dopo un tratto determinato inizieranno a convergere i un punto determinato fi a intercettarsi. Tutto il complesso viene progressivamente stabilizzato con le tecniche note per i pozzi petroliferi.
    A questo punto vengono impiegate 2 sonde innovative progettate per realizzare una fessura fra i 2 tratti terminali precedentemente realizzati. Tali sonde realizzano questa fessura facendo circolare fra loro uno speciale cavo diamantato, derivato da quelli impiegati per il taglio in lastre dei blocchi grezzi di pietra o marmo nelle cave.
    Viene quindi tolta tutta l’attrezzatura di scavo, viene coibentato il tratto di pozzo superiore fino alla superficie e viene inserito un tubo coibentato che porta acqua fino al fondo di una delle diramazioni.
    Sempre con tecnica nota in superficie viene intanto realizzato uno scambiatore di calore che vaporizzerà altro fluido di scambio per alimentare una serie di turboalternatori e tutto il sistema per la distribuzione in rete dell’energia elettrica prodotta.
    La tecnologia nota consente di trasformare in energia elettrica fino a circa il 18% del calore che viene estratto dal pozzo, il calore residuo è sempre ad altissima temperatura e può essere almeno in parte venduto per teleriscaldamento, nel raggio di pochi chilometri e la parte residua ceduta in mare.
    Il pozzo è ora pronto a funzionare, è sufficiente inserire acqua in quantità idonea a consentire la produzione desiderata e in funzione dei consumi, durante il giorno e durante l’anno.
    Questa tecnica consente di pensare ad un utilizzo su vasta scala in quanto consente di realizzare grandissime superfici radianti in grado di superare il limite attuale delle tecniche note e le limitate superfici radianti del solo pozzo.

    Si potrebbe realizzare un impianto in grado di rendere efficienti molti distretti industriali energivori come quello della multinazionale dell’Alluminio di Portovesme,trovando la disponibilità dei fondi necessari.
    Questa sarebbe una prima scelta verso un futuro più sostenibile.
    Cristian.
    INNOGEX TEAM

  3. solar panels

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  4. Stefano Mino

    gentile prof marino
    ho molto apprezzato il suo intervento a proposito del TSO sull’espresso di oggi. io ne ho subiti parecchi e devo dire che è una pratica davvero violenta e disumanizzante. innanzitutto non viene mai eseguito dal medico che lo prescrive, venendo così a mancare il contradditorio immediato. nella maggior parte dei casi più che l’uso autorizzato della forza, si assiste all’uso della violenza e ad una manifestazione di prepotenza. il secondo medico che deve firmare il tso nella maggior parte dei casi non ha mai visto il paziente, e ha paura di contraddire il primo medico, percui non prenderà mai posizione contro di esse, nè si abbasserà a fare una sua diagnosi autonoma e indipendente. viene a mancare poi la tutela legale del soggetto al tso, in quanto non è prevista l’assistenza di un avvocato durante l’esecuzione, che per lo più è eseguita da personale non qualificato (vigili, polizia, barellieri) più che altro preoccupati di eseguire gli ordini e per niente in grado di dare una valutazione autonoma della situazione, ma spesso suggestionati nella loro ignoranza. siamo ben lontani dalle imprese di milton erikson e di altri famosi luminari della psicologia, in grado di capire il paziente e di guidarlo fuori dalla sua follia. nella maggior parte dei casi la mancanza di compliance è docuta alla sensazione del paziente di essere di fronte ad una persona (il medico) che non sa quello che fa e quello che dice (e nella maggior parte dei casi è così). la preparazione dei nostri medici psichiatri è raffazzonata e approssimativa, e sembrano molto più desiderosi di imporre la loro autorità e di evitare possibili guai e repsonsabilità di quello che vedono non più come un individuo ma una fonte di grane per gli altri per le quali ci si può rivalere su di loro cui è stato affidato. meglio dormire sonni tranquilli e ricoverare il paziente e sostituirsi nelle sue scelte di vita e nelle sue responsabilità, condannandolo per sempre all’incapacità di affrontare la vita, anzi, anche solo di conoscerla. il finale è noto a tutti. dopo il primo ricovero si entra in un iter stigmatizzante dal quale diventa impossibile uscire, con segnalazioni alla questura e limitazioni in ogni ambito della vita pubblica, anche di fronte ad un miglioramento, perché poi ci si trova d’innanzi al ragionamento del tacchino induttivista. dal momento che è sempre stato male, il paziente bisogna continuare a curarlo perchè è solo perché si continua a curarlo che sta meglio. chiudendo anche ogni spiraglio alle remissioni spontanee. e si parla di leggi ancora più restrittive con riapertura di fatto dei manicomi. ma come è possibile che ci sia gente che attraversa anni di disagio prima di esplodere nella psicosi, attraverso le più disparate istituzioni, in primis la scuola, senza che nessuno se ne accorga e possa prendere provvedimenti per tempo? non sarebbe ora di formare alla disciplina dell’igiene mentale in primis gli insegnanti, invece di inutili abilitazioni nozionistiche all’insegnamento, e quant’altri anno a che fare con la gioventù dove cova il disagio prima che sia troppo tardi?
    distinti saluti
    stefano mino

  5. Riccardo Tartaglia

    Riguardo al decreto Balduzzi, sulla differente modalità di selezione tra primari ospedalieri e universitari nessuno dice niente?
    E’ normale che una struttura a direzione ospedaliera sia attribuita con una selezione pubblica e quella universitaria per cooptazione? Non era forse l’occasione che il decreto facesse crescere le strutture universitarie, consentendo
    ai DG di scegliere tra i migliori universitari della disciplina a livello nazionale piuttosto che tra l(spesso) l’unico candidato locale?
    Mi sembra che la selezione di merito in ambito accademico continui a essere un sogno.
    Le strutture complesse a direzione ospedaliere potranno contare su criteri più trasparenti, quelle a direzione universitarie no.
    Così l’università precipiterà sempre più in giù.

    parti del decreto

    Nomina dei primari
    Per gli incarichi di direzione di struttura complessa la selezione è effettuata da una commissione presieduta da tre direttori di struttura complessa nella medesima specialità; i candidati sono individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale costituito dall’insieme di quelli regionali (almeno uno dei direttori sorteggiati deve provenire da una regione di versa da quella dell’azienda interessata alla copertura del posto). Il direttore generale individua il candidato sulla base di una terna predisposta dalla commissione, se non vuole nominare il candidato con il migliore punteggio deve motivarne la scelta. Deve essere garantita piena pubblicità a tutte le procedure e alle motivazioni di nomina sul sito internet dell’azienda.
    Nelle Università le nomine sono effettuate dal Dg d’intesa con il rettore.

    b) la commissione riceve dall’azienda il profilo professionale del dirigente da
    incaricare e, sulla base dell’analisi comparativa dei curriculum, dei titoli professionali
    posseduti, dei volumi dell’attività svolta, dell’aderenza al profilo ricercato e degli esiti
    di un colloquio, presenta al direttore generale una terna di candidati idonei formata
    sulla base dei migliori punteggi attribuiti. Il direttore generale individua il candidato
    da nominare nell’ambito della terna predisposta dalla commissione; ove non intenda
    nominare un candidato con migliore punteggio deve motivare analiticamente la
    scelta. L’Azienda sanitaria interessata può preventivamente stabilire che, nel caso in
    cui il dirigente a cui è stato conferito l’incarico dovesse dimettersi o decadere, si
    procede alla sostituzione, conferendo l’incarico ad uno dei due professionisti facenti
    parte della terna iniziale;
    c) la nomina dei responsabili di unità operativa complessa a direzione universitaria è
    effettuata dal Direttore generale d’intesa con il Rettore, sentito il dipartimento
    universitario competente, ovvero, laddove costituita, la competente struttura di
    raccordo interdipartimentale, sulla base del curriculum scientifico e professionale del
    responsabile da nominare;
    d) il profilo professionale del dirigente da incaricare, i curriculum dei candidati, la
    relazione della Commissione, la proposta di cui alla lettera c) sono pubblicate sul sito
    internet dell’azienda prima della nomina. Sono altresì pubblicate sul medesimo sito le
    motivazioni della scelta da parte del direttore generale di cui alla lettera b), secondo
    periodo.
    7-ter. L’incarico di direttore di struttura complessa deve in ogni caso essere confermato
    al termine di un periodo di prova di sei mesi a decorrere dalla data di nomina a detto
    incarico, sulla base della valutazione cui all’articolo 15, comma 5 .

  6. Alfredo Cafasso Vitale

    Mi sembra un bel modo di usare il web, per attivare pensieri e pratiche. Spero di poter portare un piccolo contributo con il mio blog.
    Buon lavoro e buon vento!

  7. Fiorella

    La mia tesi, qualche anno fa, in economia ambientale, trattava di sostenibilità e salute, una correlazione tra le aree geografiche di appartenenza delle popolazioni e la loro salute. Le malattie che prima ci sorprendevano più facilmente adesso non lo fanno più, grazie alle condizioni ambientali migliorate nel tempo (vedi bonifiche agro-pontino o pianura padana) ma al contrario adesso ce ne sorprendono altre, perchè il progresso, che giustamente non si è arrestato, finisce poi per degenerare, costringendoci a vivere come in delle bolle di aria malata. La sostenibilità non è una parola semplice da spiegare, così come da applicare, soprattutto in un mondo odierno dove la rivoluzione digitale spesso mal si concilia con sostenibilità ma soprattutto con vivibilità! Credo che in un certo momento tutto si debba fermare, rimettere in discussione far ripartire: evoluto, digitale, libero, progressivo, ma finalmente sostenibile e vivibile. Ci guardiamo l’uno in faccia all’altro quando invece dovremmo guardare avanti, portandoci dietro quello che di buono è stato anche il nostro passato, che seppure meno evoluto ci ha dato oggi quello che di buono esiste nel mondo. Conciliare queste cose è possibile? Secondo me è possibile!

  8. Emmanuele

    Ottimo inizio ed ottimo approccio. Semplice ed essenziale. Questi i complimenti. Vi seguiró perché studio e lavoro con lo stesso approccio da anni, in un Paese che amiamo ma che raramente ha la forza delle idee. Lavoriamoci ancora un po’ per migliorarlo.

  9. furio

    Sono un grafico pubblicitario e volevo solo dire che era ora che si pensasse a una cosa del genere.
    Un sito dove si possa discutere delle nostre idee, fuori da social network un po’ troppo caotici.
    Intanto voglio darvi il mio sostegno scritto. Quando capirò come funziona, probabilmente arriveranno anche idee e commenti.

  10. mariok

    Siamo un gruppo di discussione politica intitolato “forumisti – per un nuovo centrosinistra vincente e di governo”.
    Dallo stesso titolo credo si capisca quali siano i nostri obbiettivi. In che modo potremmo partecipare in modo “più organico” alla vostra bella iniziativa?
    Grazie.
    http://forumisti.mondoforum.com/

    • francesca

      Questo è uno spazio al servizio delle buone idee, che dall’Italia partono o all’Italia arrivano dal mondo scientifico e che apportano significativi miglioramenti alla vita delle persone. Ci sono numerosi aggregatori sulla rete, rispetto ai temi della politica. Nonostante il presidente di i-think sia un senatore del Pd, noi non parleremo strettamente di politica. O meglio, la chiameremo in causa, quando si sottrarrà alle sue responsabilità, rispetto ai contenuti che i-think produce o promuove. E, perché no, la terremo dentro quando i provvedimenti sui nostri temi andranno nella giusta direzione.

      Inoltre se volte potete trovarci sui principali Social Network, Facebook, twitter, G+ e il nostro canale su YouTube.

  11. Luigi

    Circa il mio interesse sull’approfondimento del tema smart city e dello sviluppo sostenibile, la mia domanda era volta a conoscere se l’argomento è anche di interesse di i-think e quindi se può essere oggetto di dibattito.

    • francesca

      Assolutamente! La sostenibilità è uno dei temi chiave di i-think e avevamo già pensato di svilupparlo a breve. Volevamo solo capire se voleva intervenire con un contributo o se attendeva il nostro approfondimento.

  12. Sergio Evangelista

    Abito a Torino, insegnante d’informatica presso il liceo Faà di Bruno, 18 specializzazioni rilasciate da AICA (Associazione Italiana Calcolo Assistito) Università di Milano, conosco bene il C++, C#, VB, VBfa, Asp, Asp.net, Java, Java#, JavaScript, Ajax, Css, PHP, SQL (uffa) e altro. Sono un programmatore, può interessarvi?

    • francesca

      Se ha una buona idea da proporre, siamo qui.

  13. Luigi

    Mi interesserebbe approfondire il tema smart city e dello sviluppo sostenibile delle città. È possibile?

    • francesca

      Vorrebbe proporre un approfondimento o lo chiede ad i-think?

  14. Pierangelo Garzia

    Lavoro presso un centro di cura e ricerca biomedica. Mi interessa il convegno del 19 luglio sul merito in sanità.

    • francesca

      Può confermare la sua presenza andando nella sezione Attività oppure cercando l’evento in homepage sul sito. Al termine del lancio del convegno è disponibile un form per la registrazione online.

  15. Luigi

    E chi non vorrebbe un futuro migliore!
    Ci provai nel sessantotto a cambiarlo questo mondo insieme ad altri che ci credettero fino in fondo. Ma se mi soffermo a riflettere sull’ora attuale pervasa da un vuoto morale e valoriale deprimente comincio a pensare che il mondo é riuscito a camiare noi.Tuttavia la spinta ideale é sempre quella di allora quindi iniziative come la vostra mi aprono alla speranza. Luigi

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