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Peer Review: uno strumento per il merito, che in Italia non c’è più.

24/09/2012

Peer Review: uno strumento per il merito, che in Italia non c’è più.-1

La Peer Review, in italiano valutazione tra pari o revisione paritaria, è una procedura (standard a livello internazionale) di selezione degli articoli o progetti di ricerca proposti dai membri della comunità scientifica effettuata attraverso una valutazione esperta eseguita da specialisti del settore per verificare l’idoneità. Oltre ad approvare l’eventuale pubblicazione su riviste specializzate, il sistema, nel caso di progetti, aveva anche un ruolo decisionale (in base al merito) per il finanziamento della ricerca. “Aveva”, perchè a marzo di quest’anno il ministro Profumo l’ha abolita (dopo che era stata introdotta grazie a un emendamento del senatore Ignazio Marino con approvazione bipartisan nel 2010) con il decreto semplificazione e sviluppo.

Il ministro ha giustificato l’abolizione del precedente sistema per “le difficoltà incontrate al momento di allestire le commissioni miste che dovevano valutare  i progetti soprattutto nella ricerca dei membri stranieri” (Anna Ipata, ricercatrice alla Columbia University di New York ha però smentito il ministro)

Il decreto ha avuto l’effetto regressivo di lasciare il potere decisionale e discrezionale in mano ai burocrati del ministero e ai baroni dell’università, che possono scegliere a chi destinare i fondi in base a criteri non prettamente scientifici e basati sul merito. Un passo indietro per la ricerca italiana tra le ultime in Europa per quanto riguarda gli investimenti (1,53% del PIL contro il 3,00% di Germania, Francia e Portogallo)

Sull’argomento è tornato qualche giorno fa lo stesso Marino durante l’ultima edizione di Atreju, cercando di riportare all’attenzione pubblica un argomento che non può essere dimenticato.

“L’Italia ha bisogno di un decreto che renda possibile la valutazione dei ricercatori sulla base del merito”

Sempre riferendosi alla decisione di Profumo, Marino ha rilevato che “la politica deve mettersi in testa che la ricerca e l’innovazione sono fondamentali per lo sviluppo in Italia”. E la valutazione, ha aggiunto, “va fatta sulla base delle capacita e dei meriti, non per il nome che si porta o per la famiglia cui si appartiene”. Marino ha rilevato inoltre che “in tempo di una grave crisi economica come quella che viviamo chi governa deve fare delle scelte strategiche, che possono essere difficili. Conviene, per esempio, decidere di non investire nell’acquisto di caccia F35 ma di puntare su ricerca e innovazione”.