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Pittsburgh da centro industriale a città del futuro.

04/08/2012

Pittsburgh da centro industriale a città del futuro.-1

La storia dell’ILVA di Taranto ha dell’incredibile. Un’intera città è in ginocchio costretta a dover decidere tra perdere il lavoro o rinunciare alla propria salute e a quella dei propri figli

Una soluzione sembra per ora lontana, ma esistono esempi di città che sono state in grado di risorgere dalle proprie ceneri per trovare nuovo splendore. Una di queste è Pittsburgh negli Stati Uniti che nel 2009 ha addirittura ospitato il G20 proprio in virtù della sua incredibile riconversione.

Città industriale per eccellenza, Pittsburgh è stata il cuore pulsante dell’industria pesante statunitense dal 1850 al 1980. Già alla fine dell‘800 però comincia a presentarsi il problema dell’inquinamento. Nasce per questo il Bureau of Smoke un organo di controllo istituito per limitare i danni causati dall’emissione di polveri sottili che però non riesce in alcun modo ad arginare il problema a causa delle deboli regolamentazioni e le tecnologie non ancora all’altezza. La guerra aumenta a dismisura la produzione e la successiva crescita del consumo di carbone rende la città sempre più invivibile. Malgrado il grande impegno delle associazioni locali, il tasso di inquinamento della zona ha cominciato a scendere solo alla fine degli anni ’80 quando l’industria pesante è entrata in crisi.

Prima degli altri però Pittsburgh ha capito che bisognava cambiare rotta e investire nel futuro invece di rimanere attaccati ai fasti del passato. In poco tempo le grosse industrie vengono riconvertite alla produzione di materiale tecnologico per la robotica, la biomedicina, l’ingengneria nucleare, la finanza e i servizi. Nel 2007 il giro di affari prodotto dalla nuova riconversione si aggira intorno ai 10,8 miliardi di dollari e nel 2010 si contavano la bellezza di 1600 tech companies. Molte zone ex industriali sono oggi sede delle nuove industrie digitali: Google ad esempio ha il suo head quarter nell’ex industria della Nabisco, un tempo conosciuta come Bakery Square.

Ma il nuovo cuore pulsante della città è diventato senza ombra di dubbio il Pittsburgh Medical Center che offre lavoro ad oltre 48’000 persone. Nel complesso gli istituti di medicina impegnano circa 116’000 persone che nella regione corrisponde al 10% di tutta la forza lavoro.

Harold D. Miller presidente di Future Strategist ha dichiarato che “in percentuale oggi la nuova Pittsburgh “high tech” produce più lavoro e risorse di quanto non facesse l’industria dell’acciaio all’inizio degli anni ’70”

Esempi come quelli di Pittsburgh sono ancora degli unicum nel panorama mondiale, ma ci fanno capire quanto sia fondamentale investire nella ricerca e nel futuro, non solo per dare nuova linfa all’economia, ma soprattutto per assicurare un futuro migliore ai nostri figli.