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Questo grosso grasso fegato

16/11/2012

Questo grosso grasso fegato-1

Si è già scritto molto sui nuovi farmaci (Boceprevir e Telaprevir) per la cura delle infezioni da virus HCV, finalmente in arrivo in Italia, anche se con grave ritardo.  I-Think tornerà a parlarne a inizio dicembre, con un convegno che farà il punto sullo stato dell’arte dell’HCV.

Nel frattempo, al congresso AASLD (American Association for the Study of Liver Diseases), conclusosi pochi giorni fa a Boston, si sono riuniti specialisti da tutto il mondo per riflettere sull’epatite C, una malattia ancora molto presente in Italia. Il nostro Paese detiene infatti la più alta prevalenza in Europa di persone positive al virus, con alti picchi di incidenza soprattutto in alcune regioni del Sud.

Oltre a sottolineare le eccezionali percentuali di successo ottenute utilizzando le nuove molecole rispetto alla terapia standard a base di interferone e ribavirina, a Boston si è discusso dell’evoluzione della malattia nel tempo. Chi sono oggi gli ammalati di fegato e chi saranno quelli di domani?

Oggi in Italia i positivi al virus HCV sono soprattutto over 55, persone infettate in anni in cui i controlli igienici e le misure di sicurezza scarseggiavano. Le malattie epatiche legate ad un contagio virale per via ematica sono drasticamente diminuite ma aumentano i casi di steatosi epatica, ossia di fegato grasso. E’ una tendenza globale che, secondo gli specialisti riuniti a Boston, influenzerà addirittura le indicazioni al trapianto di fegato, da qui a breve. Attualmente, è la cirrosi l’indicazione principale al trapianto ma la steatosi, causata fondamentalmente da stili di vita e abitudini alimentari scorrette, potrebbe presto diventare la causa principale per finire in lista di attesa.

Si tratta di una condizione che predisponde ad altre malattie, come la steatoepatite ma anche la stessa cirrosi. Una delle cause principali è l’abuso di alcol. Fra i fattori di rischio, l’obesità, una dieta ricca di calorie e povera di fibre e la vita sedentaria.

In pratica, le malattie metaboliche soppianteranno quelle virali nell’indicazione al trapianto del fegato e questo influenzerà i risultati dell’intervento poiché i pazienti affetti da obesità e fegato grasso, quindi da malattie dismetaboliche, presentano anche una serie di altre patologie collaterali come il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia che a loro volta causano complicanze che mettono a rischio l’organo trapiantato e la vita del paziente.

Insomma, un motivo in più, se ancora ce ne fosse bisogno, per investire concretamente sull’educazione a corretti stili di vita. Ammalarsi è sempre di più nostra responsabilità, non una casualità sfortunata.