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Ricerca biomedica, la rivoluzione della medicina passa per le cellule staminali

09/01/2013

Ricerca biomedica, la rivoluzione della medicina passa per le cellule staminali-1

La ricerca biomedica sulle staminali fa passi da gigante e ha solo iniziato a mostrare le sue grandi potenzialità, capaci di rivoluzionare la medicina al pari della scoperta della penicillina.

Uno dei maggiori esperti mondiali, il dottor Douglas Melton, scienziato e biologo molecolare co-direttore dell’Harvard Stem Cell Institute in California, spiega che la portata rivoluzionaria di questa branca della scienza risiede nelle stesse caratteristiche delle cellule staminali, pluripotenti e capaci di autorigenerarsi. Il loro studio permette di: scoprire come funziona un organismo e sottoporlo a manutenzione; rallentare gli effetti dell’invecchiamento, e grazie alla clonazione e al trapianto di cellule, sangue, tessuti, nervi e interi organi, consentire la cura di malattie degenerative come l’Alzheimer, il Parkinson, la Sla, ma anche malattie cardiovascolari e diabete. Tutti disturbi con conseguenze notevoli per la vita sociale dell’individuo, ma anche costi enormi per la società.

E’ facile quindi immaginare un futuro non lontano in cui sarà possibile curare tutto. La ricerca biomedica, però, da quando negli anni ’60 si sviluppò lo studio delle cellule staminali, è stata più volte coinvolta in dibattiti dal profilo etico. In particolare se la ricerca utilizza cellule staminali embrionali. Fino a quando l’embrione, secondo un approccio culturale alla scienza non laico, non verrà distinto dalla persona umana, ricavarne cellule staminali equivarrà a distruggere una vita.

E’ questo l’orientamento legislativo finora prevalso anche in Italia, come dimostrano gli articoli 13 e 14 della legge 40. Il Governo finanzia solo ricerche che non comportano la distruzione di embrioni, cioè lavorano sulle cellule staminali adulte, comprese le cordonali. Il paradosso e il limite tutto Italiano è che i centri di ricerca italiani possono reperire gli embrioni all’estero e utilizzarli nei nostri laboratori.

Il nostro Paese rischia così di restare ulteriormente indietro rispetto ad altre realtà. Di recente, anche in Francia la legislazione ha fatto un significativo passo in avanti: il Senato di Parigi ha approvato una proposta di legge che autorizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali (il testo che ora dovrà essere votato dall’Assemblea nazionale ha ricevuto già l’appoggio del Governo Hollande).