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Singularity University – Dove si costruisce il futuro

24/08/2012

Singularity University – Dove si costruisce il futuro-1

C’è un’università negli Stati Uniti diversa da tutte le altre. A mettere in chiaro le cose ci pensa il suo nome: Singularity University. La parola “Singularity” ha vari significati in scienza, matematica e nel mondo della tecnologia, ma il punto in comune è quello dell’ignoto. Può essere un buco nero, un oggetto matematico indefinibile o un orizzonte degli eventi dopo il quale non è possibile vedere cosa si trova. Secondo lo scrittore di fantascienza Vernor Vinge, la singolarità è il momento in cui l’intelligenza artificiale supererà quella umana.

Tra i vari programmi proposti dalla Singularity University (solo per post laureati e post doc) c’è il “Graduate studies program” che mette insieme le migliori menti di diversi campi. Per 10 settimane i più importanti rappresentanti del mondo accademico, economisti, imprenditori e studenti lavorano senza sosta per cercare di risolvere i problemi del mondo. L’idea di un think tank di “super pensatori” è venuta la prima volta al dr. Ray Kurzweil e Peter H. Diamandis (i due fondatori) nel 2007 durante un meeting alla NASA. Il centro di ricerca (NASA Research Park) è successivamente diventato la sede del progetto nel cuore pulsante della Silicon Valley.

L’organizzazione ha immediatamente attirato l’attenzione delle grandi aziende tra cui la Microsoft e Google che hanno dato il loro supporto economico. Larry Page co-fondatore del gigante di Mountain View ha dichiarato “Se fossi uno studente e li che vorrei andare. La sua missione è quella di formare e ispirare i nuovi leader del domani aiutandoli a comprendere le nuove tecnologie ed a utilizzarle per risolvere i problemi del mondo”.

I programmi dell’università (nata come no profit ma si vocifera di un cambio nel modello di business) sono a numero chiuso e ogni anno su 2400 aspiranti solo 80 entrano a far parte delle task di sviluppo. Ci sono 10 percorsi accademici che vanno dai Future Studies (presieduti dallo stesso Ray Kurweil) Biotecnologia, Nanotecnologia e Spazio, dove si cercano soluzioni per eventuali viaggi interstellari.

Tra le critiche mosse nei confronti della Singularity University (che si mette in aperta competizione con il metodo di insegnamento tradizionale) c’è la sua fascinazione per star non solo scientifiche. Sono infatti molti i personaggi poco accademici che frequentano le classi dell’università, tra questi attori, milionari e imprenditori in cerca della “next big thing”. Ad oggi però il sistema (che molto ricorda il simposio degli antichi greci) sembra funzionare. Steven Johnson, autore del libro Where Good Ideas Come From, ha studiato i luoghi ad alto tasso di innovazione e creatività nella storia e ha trovato degli elementi ricorrenti. Dai cafè inglesi dell’Illuminismo ai saloni parigini culla del modernismo le grandi idee sono sempre venute dall’incontro di grandi menti e la Singularity University sembra cercare proprio questo tipo di approccio.

Foto:Flickr