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SolarKiosk: una centrale elettrica a portata di mano

08/08/2012

SolarKiosk: una centrale elettrica a portata di mano-1

Pensare a una vita senza elettricità è praticamente impossibile, soprattutto per chi è nato in luoghi raggiunti da una rete elettrica. Secondo una stima delle Nazioni Unite, sono circa 3 miliardi le persone che ancora utilizzano forme di energia basate su combustibili  per cucinare o riscaldare le proprie abitazioni e 1,5 miliardi quelle che non hanno alcun accesso all’energia elettrica. Il problema non è solo pratico ma influenza anche la salute delle persone: il fumo causato dai generatori, la mancanza di luce e le sostanze nocive rilasciate dalle stufe o altri sistemi di riscaldamento causano ogni anno più di 2 milioni di vittime.

Per cercare di ovviare a questi problemi, una piccola società basata tra Berlino e l’Etiopia, sta cercando di portare energia pulita nelle zone “Off the grid” (dove non c’è alcuna rete elettrica). Il progetto si chiama SolarKiosk e consiste in dei piccoli furgoni forniti sul tetto di un grande pannello solare. Secondo gli sviluppatori ogni chiosco sarebbe in grado di portare energia sufficiente ad alimentare telefoni cellulari, batterie per auto, computer e frigoriferi (utili non solo per raffredare le bevande, ma soprattutto per la conservazione dei medicinali). E’ anche possibile unire più chioschi per creare una vera e propria rete elettrica locale.

Il primo chiosco è stato installato il 15 luglio vicino al lago di Langana in Etiopia. Progettato dallo studio Graft Architects non fornisce solo energia pulita, ma anche occasioni di lavoro per la comunità locale, oltre alla possibilità di insegnare il “know how” per portare l’energia solare nel resto del territorio.

Il materiale usato per i chioschi è facile da trasportare (i creatori dicono che è possibile farlo anche con l’ausilio di un asino) ed è fatto di materiali (a parte il comparto elettrico) disponibili nelle zone circostanti (in caso di guasti il chiosco può essere facilmente riparato in loco).

Per saperne di più è possibile visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.

Foto: Flickr