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Test antirigetto

04/09/2013

Test antirigetto-1

Un semplice test delle urine al posto di una biopsia per stabilire la presenza di rigetto in pazienti trapiantati di rene. E’ il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Transplantation.

Il livello della proteina immune chiamata CXCL9 si è rivelato fondamentale per predire la buona riuscita di un organo. La pratica standard, fino ad oggi, quando il paziente presenta certi sintomi o mostra determinati valori nelle analisi del sangue in seguito ad un trapianto, consiste nel prelievo di una piccola porzione di tessuto dell’organo. Se la biopsia conferma la diagnosi di rigetto, si procede somministrando terapie immunosoppressive mirate o, nel peggiore dei casi, espiantando il rene. I sintomi però non sono sempre inequivocabilmente facili da interpretare: la febbre, per esempio, può essere causata da un’infezione che non ha niente a che vedere con un episodio di rigetto. Da qui, l’utilità di disporre di un test veloce, affidabile e soprattutto non invasivo.

I ricercatori hanno studiato 258 pazienti trapiantati di rene, seguendoli per 24 mesi. Il test delle urine messo a punto ha evidenziato una stretta correlazione fra alti valori della proteina CXCL9 e un rischio di rigetto tre volte maggiore rispetto a chi ha valori inferiori. Inoltre, un livello contenuto di CXCL9 sembrerebbe legato anche a una migliore irrorazione sanguigna nell’organo trapiantato.

BIBLIOGRAFIA

Hricik DE, Nickerson P, Formica RN, Poggio ED, Rush D, Newell KA, Goebel J, Gibson IW, Fairchild RL, Riggs M, Spain K, Ikle D, Bridges ND, Heeger PS; for the CTOT-01 consortium. Multicenter Validation of Urinary CXCL9 as a Risk-Stratifying Biomarker for Kidney Transplant Injury. Am J Transplant. 2013 Aug 22.