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‘The Global fund to fight Aids, Tuberculosis and Malaria: A successful life-saving partnership’: un evento per promuovere la lotta alle infezioni legate alla povertà

30/01/2013

‘The Global fund to fight Aids, Tuberculosis and Malaria: A successful life-saving partnership’: un evento per promuovere la lotta alle infezioni legate alla povertà-1

Si è tenuto ieri, presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’evento ‘The Global fund to fight Aids, Tuberculosis and Malaria: A successful life-saving partnership’ organizzato dall’Associazione francese senza scopo di lucro Friends of the Global Fund Europe.

L’obiettivo dell’Associazione è quello di promuovere iniziative pubbliche e private mirate al contrasto di gravi infezioni legate alla povertà e al sostegno del Fondo Mondiale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria.

Ai lavori ha partecipato per l’Italia Ignazio Marino, Presidente di I-think, nella doppia veste di medico e Presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul SSN, con un intervento dal titolo: ‘Come combattere le disuguaglianze in sanità’.

Il Global Fund Europe, presieduto dall’ex ministro della Sanità francese Michèle Barzach, ha visto l’Italia giocare un ruolo fondamentale  nella sua creazione nel 2001. Da allora, con un contributo complessivo di un milione di dollari, il nostro Paese risulta tra i primi venti finanziatori del Fondo e ha contribuito a salvare milioni di vite di persone affette da Aids, tubercolosi e malaria in diverse realtà in via di sviluppo.

I dati parlano chiaro: il Global Fund è il primo finanziatore mondiale di programmi per la lotta alla malaria, fornisce quasi il 90% di tutte le risorse impiegate per debellare la tubercolosi e sostiene progetti di prevenzione e cura dell’Aids in 151 Paesi.

Qual è però il rischio attuale? Il rischio è che la crisi economica faccia registrare una battuta d’arresto alle attività del Fondo.

Ignazio Marino ha ricordato, nel corso del suo intervento, che la salute è un diritto umano fondamentale per lo sviluppo della persona, condizione preliminare e indicatore di sviluppo sostenibile, e come tale deve far parte dell’agenda di sviluppo internazionale. Le disuguaglianze in sanità si possono evitare con un’azione ragionata. Per dirla con le parole del premio Nobel Amartya Sen, la promozione della salute deve essere al pari delle battaglie per la libertà e l’indipendenza del XVIII secolo, il cruccio delle moderne società.

Troppe volte i governi si preoccupano dell’economia come se l’aumento della ricchezza corrispondesse a un miglioramento delle condizioni di salute dei suoi cittadini. É allora fondamentale mettere in campo una strategia di cooperazione sanitaria per il 2012-2016, capace di imparare dagli errori del passato, per raggiungere due obiettivi fondamentali: salvare 10 milioni di vite nel mondo e prevenire fino a 180 milioni di nuove infezioni.

Solo investendo strategicamente, aggiornando i meccanismi di finanziamento del Fondo, promuovendo la tutela dei diritti umani e mobilitando nuove risorse, è possibile riuscire in questa sfida globale, in accordo con gli obiettivi di sviluppo del Millennio che le Nazioni Unite che hanno previsto in tema sanitario puntando di rafforzare la leadership dell’Organizzazione mondiale della Sanità.