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‘The State of the World’s Girls 2012: Learning for Life’

28/01/2013

‘The State of the World’s Girls 2012: Learning for Life’-1

Lavoratrici, vittime di violenza e madri ancora prima di diventare donne. La condizione femminile in molti Paesi del mondo continua a essere drammatica a partire dalla tenerissima età. Lo ha ribadito il rapporto ‘The State of the World’s Girls 2012: Learning for Life’ presentato la scorsa settimana a Roma dall’associazione onlus Plan Italia.

Secondo la ricerca, su scala globale, solo il 64% dei figli di famiglie povere frequentano la scuola ma se fino alla scuola primaria esiste una sostanziale parità tra maschi e femmine, con le superiori la discriminazione nei confronti delle ragazzine diventa più evidente. Solo il 50% di esse nei Paesi poveri infatti può concludere la scuola primaria; a una bambina su 5 è negato il diritto di frequentare la secondaria, mentre il 90% delle ragazzine tra i 12 e i 17 deve rinunciare all’istruzione per aiutare la famiglia. Per una su 7 l’età del matrimonio arriva a 15 anni, altre sono costrette a sposarsi addirittura a 5 anni. Inoltre, una su 4 subisce violenze psicologiche e sessuali prima dei 18 anni, anche tra i banchi.

La condanna all’abbandono della scuola scatta con il raggiungimento della pubertà: le bambine sono forzate a matrimoni e gravidanze precoci, spesso frutto di abusi e violenze sessuali con il rischio di contrarre malattie come l’Hiv e morire durante il parto ed è per questo che rispetto ai loro coetanei maschi hanno maggiori probabilità di non essere iscritte a scuola.

Plan, con i suoi programmi di scolarizzazione e partecipazione, ha raggiunto oltre 41 milioni di bambine, finanziato la ricostruzione di 2.152 scuole e formato 72.538 insegnanti. L’associazione si preoccupa infatti di rimuovere quelle barriere che impediscono il reale godimento da parte di tutti del diritto a un’adeguata istruzione sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ad esempio, il rapporto Plan mette in evidenza due strategie utili a portare le ragazze a scuola. La prima consiste nel fornire le scuole di toilette distinte per maschi e femmine: molte giovani infatti si vergognano di usare ‘pubblicamente’ i servizi igienici, e questa piccola – e per noi scontata accortezza – riduce anche la possibilità di subire violenze sessuali nei bagni scolastici. Il secondo incentivo alla frequenza delle lezioni può essere la presenza di una mensa scolastica con la possibilità di portare una razione extra di cibo a casa: in questo modo le famiglie sono invogliate a mandare le bambine a scuola e quest’ultime non soffrono la fame visto che molte di loro sono denutrite e costrette a cibarsi con ciò che avanza dopo che i maschi si sono saziati.

Il programma ‘Learning for Life’ crede fortemente nell’equazione più cultura più diritti e prova a diffondere questa consapevolezza in Paesi dove l’istruzione per le giovani è considerata inutile: meglio un matrimonio, unica possibilità per uscire dalla povertà e godere di quei servizi, come acqua, cibo e cure mediche, simbolo di emancipazione.

In realtà la vera emancipazione per una bambina cui è negato il diritto allo studio non arriverà mai: la mancata o scarsa scolarizzazione rende queste giovani donne socialmente vulnerabili, disarmate nella battaglia quotidiana per l’affermazione di se stesse e prive degli strumenti per invertire la rotta e sottrarsi alla morsa della povertà.