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Trasparenza. Dall’Uruguay arriva un servizio che rivoluzione il rapporto tra PA e cittadini

07/02/2013

Trasparenza. Dall’Uruguay arriva un servizio che rivoluzione il rapporto tra PA e cittadini-1

Si chiama quesabes.org il sito creato da tre giovani, Daniel Carranza, Mas Mariana e Fabrizio Scrollini, che sta rivoluzionando il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini in Uruguay. I tre hanno iniziato a muovere i loro primi passi con www.datauy.org, un sito di networking per uruguaiani interessati al tema della trasparenza digitale e poi, ispirandosi allo spagnolo www.tuderechodesaber.es, hanno assunto come target il grande pubblico e messo in piedi www.quesabes.org.

Il sito si fonda su un sistema di scambi tra cittadini e PA molto semplice: riceve le richieste del  pubblico e le smista all’amministrazione dello Stato competente per materia. Tutto viene registrato e pubblicato sul sito, anche le mancate risposte. Il software su cui si regge il servizio è open source, il che ha permesso di mettere in piedi quesabers.org senza bisogno di sostegno finanziario e di avere tra i più stretti collaboratori e fruitori diverse ONG già impegnate sul fronte della promozione della trasparenza digitale.

L’ambizione di quesabes.org, che ha ricevuto il plauso del presidente José Mujica, è creare domanda laddove era presente solo un’offerta. Il governo uruguaiano infatti ha emanato una legge sulla libertà di informazione nel 2008, ma nonostante la possibilità di accedere ai dati i cittadini hanno a lungo ignorato questo loro diritto o, pur conoscendone l’esistenza, non erano in grado di formulare una richiesta e inviarla all’amministrazione competente. In molti casi erano scettici circa la disponibilità della PA a rispondere e dare realmente accesso alle informazioni.

In realtà, al momento i dati raccontano che la stragrande maggioranza delle istanze viene ignorata: da ottobre, mese di lancio, sono 176 le query inviate ma solo 25 quelle che hanno ricevuto una risposta completa nel termine di 20 giorni previsti dalla legge sulla libertà di informazione. Però anche se a piccoli passi, qualcosa a livello culturale sta iniziando a cambiare: ad esempio, la capitale Montevideo ha lanciato un servizio (disponibile su smartphone) che fornisce gli orari degli autobus, percorsi e lavori stradali.

Un ulteriore esempio di come le impalcature legislative da sole non bastano: è necessario educare le amministrazioni dello Stato e i loro dipendenti alla trasparenza; ma anche che la stessa tecnologia da sola non è in grado di determinare e rivoluzionare, se non supportata da iniziative culturali volte a dare ai cittadini piena coscienza dei loro diritti.