http://i-think-italia.it/category/magazine/dirittialfuturo/

Working Mother 100 Best Companies: in attesa di occupare i primi posti della classifica.

11/12/2012

Working Mother 100 Best Companies: in attesa di occupare i primi posti della classifica.-1

Qualche giorno fa la rivista americana Working Mother ha pubblicato la classifica Working Mother 100 Best Companies che premia le 100 società americane più attente allo sviluppa di programmi a sostegno delle donne: dall’accompagnamento alla maternità al reinserimento nell’attività professionale, senza dimenticare di attuare politiche in grado di conciliare diritto al lavoro della donna e esigenze familiari.

La notizia ci offre l’occasione per parlare della situazione delle donne italiane all’interno del mercato del lavoro e della notevole arretratezza, culturale e strutturale,dell’Italia su questo particolare tema.

Non è un mistero che qui da noi la parità di genere a 360° sia ancora molto lontana dalla media europea, e le donne, molto spesso, si trovano ad affrontare notevoli difficoltà che ne limitano non solo l’ingresso al mondo del lavoro, ma anche la possibilità di seguire un percorso carrieristico simile, in tutto e per tutto, a quello dell’uomo.

Basti pensare alla pratica largamente usata, prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero, delle dimissioni in bianco che le donne erano costrette a firmare al datore di lavoro che intendeva tutelarsi dai “rischi” della maternità. Una pratica che ha contribuito a fare in modo che fino ad oggi una donna su quattro perdesse il lavoro con la maternità.

Una realtà drammatica fotografata in tutta la sua durezza dal Global Gender Gap Report 2012 che pone l’Italia all’80°esimo posto nella classifica sulle disuguaglianze di genere e al 101°esimo posto per quanto riguarda l’occupazione e le opportunità di carriera delle donne.

Sottopagate rispetto agli uomini (guadagnano mediamente il 20% in meno), ostacolate nel loro percorso di evoluzione professionale, le donne sono molto spesso costrette a scegliere tra lavoro e famiglia, senza avere la possibilità effettiva di conciliare i due aspetti.

Scelte difficili che intersecano strettamente tra il diritto al lavoro e il diritto di famiglia. Spiace constatare che tutto questo si verifichi proprio in Italia, dove il tema della famiglia viene spesso utilizzato come manifesto politico, ma costantemente disatteso attraverso la mancata applicazione di basilari politiche di supporto per la conciliazione tra lavoro e famiglia.

Un paese che sia civile, pone le basi della sua democrazia sul rispetto dei diritti delle persone, non creando o perpetuando disparità e incongruenze, ma attuando misure politiche capaci di equilibrare l’accesso alle opportunità e rispondere efficacemente alle difficoltà esistenti. Così deve essere essere per le donne, così deve essere per tutte le categorie, per combattere i tabù di un’epoca ormai superata, per costruire le basi di un futuro di diritti.